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Rateizzazione debiti INPS: fino a 60 mesi per pagare i contributi

L'INPS ha introdotto nuove regole per la rateizzazione dei debiti contributivi, permettendo fino a 60 rate mensili per importi superiori a 500.000 euro. Scopri come presentare la domanda online e quali sono i requisiti.

Rateizzazione debiti INPS: fino a 60 mesi per pagare i contributi

L’INPS ha introdotto importanti novità per la gestione dei debiti contributivi, rendendo la procedura di rateizzazione più flessibile e accessibile. A partire dal 21 maggio 2026, i contribuenti in difficoltà economica possono richiedere piani di pagamento dilazionati fino a 60 mesi, a seconda dell’importo dovuto.

Questa riforma, approvata dal Consiglio di Amministrazione dell’Istituto con deliberazione del 25 febbraio 2026, mira a sostenere le aziende e i lavoratori in temporanea difficoltà finanziaria, offrendo al contempo maggiore certezza nella riscossione dei contributi.

Nuove scadenze e importi massimi

La principale innovazione riguarda la durata dei piani di rateizzazione. Prima del 21 maggio 2026, il limite massimo era di 24 mesi. Ora, invece, è possibile richiedere:

  • fino a 36 rate mensili per debiti fino a 500.000 euro;
  • fino a 60 rate mensili per importi superiori a 500.000 euro.

La decisione spetta ai Direttori provinciali per i debiti più contenuti e ai Direttori regionali per quelli superiori. È obbligatoria la dichiarazione di temporanea difficoltà economico-finanziaria per accedere al beneficio.

Procedura online e controlli preliminari

La richiesta di dilazione deve essere presentata esclusivamente online, tramite SPIDCIE o CNSall’interno del Cassetto Previdenziale del Contribuente. La domanda deve riguardare l’intera esposizione debitoria non ancora affidata alla riscossione e indicare il numero di rate desiderato.

Prima di inviare la domanda, è fondamentale verificare la propria posizione tramite la procedura Ve.R.A. – Verifica Regolarità Aziendalecorreggendo eventuali anomalie, note di rettifica o versamenti non contabilizzati. Una volta definita la domanda, l’estratto debitorio non può più essere modificato.

Tempistiche e pagamenti

La nuova procedura è scandita da tempistiche precise:

  • 10 giorni per l’istruttoria INPS;
  • 10 giorni per il pagamento della prima rata.

Il pagamento della prima rata equivale ad accettazione del piano e attiva ufficialmente la dilazione. Se la prima rata non viene pagata, la domanda viene annullata e i debiti non possono essere ripresentati in una nuova istanza. Le rate successive scadono l’ultimo giorno di ogni mese e non è ammessa la compensazione.

Seconda dilazione e revoca del piano

Il nuovo Regolamento introduce una disciplina chiara sulla seconda dilazione, pensata per gestire debiti sopravvenuti o contribuzione corrente maturata dopo la prima domanda. È possibile richiederla solo se:

  • non ci sono state revoche nei 6 mesi precedenti;
  • non sono già attive due dilazioni contemporaneamente.

La seconda dilazione può riguardare debiti emersi dopo il piano già accordato o la contribuzione corrente. Il contribuente deve dichiarare che la nuova rateazione favorisce il riequilibrio finanziario.

La dilazione viene revocata in caso di mancato pagamento di tre rate, anche non consecutive, mancato versamento della contribuzione corrente o mancato perfezionamento della prima rata. In caso di revoca, il debito residuo diventa immediatamente esigibile e può essere affidato alla riscossione.

Rideterminazione delle rate per le dilazioni già in corso

Per le dilazioni presentate dal 12 gennaio 2026 e ancora attive alla data della circolare, l’INPS consente di chiedere una rideterminazione del numero delle rate. La richiesta deve essere inviata tramite Comunicazione Bidirezionale entro il 20 giugno 2026, indicando:

  • data della domanda originaria;
  • nuovo numero di rate richiesto;
  • gestioni coinvolte.

All’interno del Cassetto Previdenziale è ora disponibile lo Smart Task “Domanda di dilazione”che guida l’utente nella compilazione e nell’allegazione dei moduli necessari:

  • SC106 per tutte le Gestioni (tranne lavoro domestico);
  • SC80 per i lavoratori domestici.

L’esito dell’istruttoria è consultabile nella sezione Comunicazione Bidirezionale.

Il nuovo impianto normativo punta a un equilibrio: da un lato offre ai contribuenti strumenti più flessibili per rientrare dai debiti, dall’altro rafforza i controlli e la certezza dei pagamenti. La possibilità di arrivare fino a 60 rate, la gestione digitale delle domande e la disciplina sulla seconda dilazione rappresentano un passo avanti importante, ma richiedono attenzione, puntualità e una valutazione realistica della propria capacità finanziaria.

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