10 Giugno 2026 ☀ 24° Allerta gialla · high-temperature · fino 11 Giugno 01:59

Proroga delle accise sui carburanti: cosa cambia fino al 3 luglio 2026

Il governo ha deciso di estendere fino al 3 luglio 2026 il taglio delle accise su benzina e gasolio: la benzina conserva lo sconto di 5 centesimi al litro, il gasolio viene ridotto a 5 centesimi con un beneficio effettivo, considerando l'IVA, che scende a 6,1 centesimi; la misura è finanziata con 149,4 milioni di euro dell'extra gettito IVA

Proroga delle accise sui carburanti: cosa cambia fino al 3 luglio 2026

Il Governo ha reso ufficiale la proroga del taglio delle accise sui carburanti: la misura, che sarebbe scaduta il 6 giugnoè stata estesa e sarà valida fino al 3 luglio 2026. Il provvedimento è stato adottato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. La nuova finestra operativa parte dal 7 giugno e introduce una rimodulazione degli sconti, con riflessi diversi per benzina e gasolio.

Dettagli sulle riduzioni: benzina confermata, gasolio ridimensionato

Per la benzina la misura mantiene lo sconto pari a 5 centesimi al litro. Diversa la situazione per il gasoliolo sconto viene ridotto e scende da 10 centesimi a 5 centesimi al litro. Se si considera anche l’IVAil vantaggio effettivo per il diesel passa da 12,2 centesimi a 6,1 centesimi al litro. Questa rimodulazione allinea lo sconto applicato al gasolio a quello della benzina e riduce il beneficio netto per chi usa motori diesel.

Impatto immediato sui rifornimenti

La riduzione dello sconto sul gasolio implica che, pur rimanendo in vigore una qualche forma di alleggerimento fiscale, il vantaggio per il consumatore sarà sensibilmente inferiore rispetto al periodo precedente. Il passaggio da 10 a 5 centesimi incide direttamente sui prezzi alla pompa e può riflettersi sui costi di trasporto e sulle spese operative delle imprese che dipendono dal diesel. L’effetto concreto sul prezzo finale è calcolato anche sulla base dell’IVAelemento che riduce ulteriormente il beneficio percepito.

Copertura finanziaria e modalità di finanziamento

La proroga è finanziata con una quota dell’extra gettito IVA raccolto nel mese di maggio 2026: il decreto indica che a fronte delle minori entrate generate dalla riduzione delle accise si provvederà con una quota pari a 149,4 milioni di euro del maggior gettito conseguito tra il 1° maggio e il 31 maggio 2026. In termini pratici, il Governo utilizza parte delle entrate aggiuntive dell’IVA registrate in quel periodo per sostenere la misura temporanea sulle accise.

Meccanismo delle “accise mobili”

Il provvedimento rientra nel meccanismo noto come accise mobilipensato per intervenire in modo temporaneo sulla tassazione dei carburanti quando i prezzi subiscono aumenti significativi. In sostanza, una porzione delle maggiori entrate generate dagli aumenti dei prezzi energetici è destinata a finanziare riduzioni temporanee delle imposte sui carburanti, permettendo interventi modulati nel tempo.

Reazioni e posizioni istituzionali

Sul piano politico il ministro Adolfo Urso, intervenuto a Rapallo durante un evento dei Giovani Imprenditori di Confindustria, ha commentato che la misura è stata pensata per “Sostenere famiglie e imprese“. Urso ha inoltre osservato che “Il prezzo dei carburanti è costantemente in discesa sotto i due euro” e ha difeso la scelta di procedere con cautela per ridurre l’impatto sui cittadini e sull’inflazione. Il suo intervento sottolinea l’intento di bilanciare sollievo immediato e sostenibilità finanziaria della misura.

Dalla parte dei consumatori è arrivato un giudizio critico: l’Unione Nazionale Consumatori ha definito l’operazione “Una pessima idea“, segnalando preoccupazioni per i possibili aumenti dei costi di rifornimento derivanti dalla riduzione dello sconto sul diesel. L’associazione ha evidenziato come, a parità di prezzi industriali, la diminuzione del vantaggio fiscale può portare a incrementi significativi del prezzo alla pompa, con ricadute immediate sulle famiglie.

Al contrario, la Federazione autonoma piccole imprese (Fapi) ha accolto con favore la proroga: secondo la federazione la misura rappresenta una scelta di supporto verso le imprese, utile a contenere costi energetici e di trasporto che gravano sulle piccole e medie aziende. Tra le ipotesi allo studio per il futuro figurano strumenti aggiuntivi come bonus carburante e forme di welfare aziendale, ma ogni intervento strutturale è valutato con attenzione per evitarne la frammentarietà.

La proroga fino al 3 luglio 2026 mantiene il taglio delle accise come strumento principale, nel breve periodo, per mitigare l’impatto dei rincari energetici. Restano aperte le valutazioni su misure più durature per sostenere il potere d’acquisto e la competitività delle imprese, ma per ora la strada scelta dal Governo è quella di un intervento temporaneo e finanziato con gettito IVA straordinario.

Potenza adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 10 Giugno