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Dipendenti Smartpaper in difficoltà: tre versioni in tre mesi per il Tfr

Un dipendente Smartpaper rivela le difficoltà incontrate durante il passaggio a Accenture e Datacontact, con tre versioni diverse per il Tfr in tre mesi.

Dipendenti Smartpaper in difficoltà: tre versioni in tre mesi per il Tfr

Il passaggio di appalto tra SmartpaperAccenture e Datacontact per la maxicommessa Enel sta creando non pochi problemi ai circa 320 dipendenti coinvolti. Un dipendente, in procinto di passare ad Accenture, ha rivelato che in soli tre mesi l’azienda ha fornito tre versioni diverse su come accedere al proprio Trattamento di Fine Rapporto (Tfr).

Tre versioni in tre mesi: la confusione sul Tfr

A marzo scorso, i dipendenti furono informati che il Tfr sarebbe stato erogato insieme all’ultimo stipendio, comprensivo di ferie non godute e tredicesima, nel mese successivo alla cessazione del rapporto di lavoro. Questa prima versione, tuttavia, fu presto disattesa. A maggio, infatti, l’azienda comunicò che, essendo una grande realtà con oltre 300 dipendenti, il Tfr sarebbe stato gestito direttamente dall’Inpsa causa dell’incapienza aziendale.

Ma la situazione non si è ancora stabilizzata. Qualche giorno fa, a fine maggio, è giunta una nuova comunicazione ufficiale: i dipendenti dovranno presentare la domanda per il Tfr all’Amministrazione di Smartpaper, ma solo dopo il mese successivo all’ultimo mese di lavoro, quando verrà erogato l’ultimo cedolino. Inoltre, la domanda dovrà essere presentata a scaglioni, in base al mese di cessazione del rapporto di lavoro.

Il modulo da presentare e i tempi di attesa

Al momento, però, non è ancora chiaro quale modulo dovrà essere presentato all’Amministrazione aziendale, situata a Sant’Angelo Le Fratte. Una volta presentata la domanda, sarà compito di Smartpaper inoltrare la richiesta all’Inps, che avrà 30 giorni di tempo per l’erogazione ‘scaglionata’ del Tfr.

Un sottile ricatto: prima il passaggio, poi il Tfr

“Al momento siamo al tutto e niente”, sbotta il dipendente. “Non dico che non lo prenderemo il Tfr, ma quando, essendo in tanti? Potrebbero passare anche mesi, anni, chissà…”. Eppure, da quasi un anno si sapeva del cambio di appalto e del passaggio ad altra azienda. “Si potevano fare le cose con calma, e potevamo essere già liquidati in fase di passaggio”, continua il dipendente.

Invece, sembra esserci un sottile ricatto: prima l’entrata nella nuova azienda, e poi la liquidazione del Tfr dalla vecchia. “E se qualcuno con la liquidazione voleva pensare di investire su altro, cambiando lavoro e vita? Non ce l’hanno permesso”, conclude il dipendente.

Il premio di produzione: un’altra beffa

Ancora più tragicomica è la storia del premio di produzione. Secondo un accordo degli anni passati, questo premio viene erogato a chi, fino a giugno dell’anno successivo, è ancora operativo alla Smart. Tuttavia, in molti sono già passati alle nuove aziende e ci vorrà una conciliazione, se tutto va bene, per vedere riconosciuto il premio del 2026.

In questa catena di inefficienze e sviste, vengono chiamati in causa anche i sindacati di categoria. “Sapevano da un anno che sarebbero cambiati appalto e committenti, e ogni volta che ne abbiamo davvero avuto bisogno, ci siamo sempre trovati esattamente come ora, ‘con un pugno di mosche in mano’. Non è avvilente?”, si chiede il dipendente.

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