5 novembre 2026 🌫 9°

Salvataggio di Samuele: l’ancora rimossa dalla Caretta caretta

Una giovane Caretta caretta, incastrata da un ancorotto, è stata salvata grazie al pronto intervento di pescatori e veterinari, per ritornare libera a Ginosa.

Salvataggio di Samuele: l’ancora rimossa dalla Caretta caretta

Le coste ioniche della Puglia sono spesso teatro di scenari sorprendenti, dove la fauna marina si scontra con le attività antropiche. Il 13 agosto 2026, a Scanzano, il destino di una tartaruga Caretta caretta è stato improvvisamente messo in pericolo quando un pescatore locale, intento nella consueta pesca da riva, ha accidentalmente incastrato l’animale con un piccolo ancorotto. L’oggetto si è conficcato nell’esofago della tartaruga, provocando un’emergenza che poteva avere esiti fatali se non fosse stata gestita con rapidità.

Il pescatore, consapevole del valore della specie, ha reagito immediatamente, contattando l’Oasi WWF Bosco Pantano. L’organizzazione ha prontamente attivato la catena di soccorso, facendo arrivare il Centro Recupero Tartarughe Marine di Policoro. Qui, gli specialisti hanno avviato le prime cure, monitorando le condizioni vitali di Samuele e preparando un trasferimento urgente verso una struttura più avanzata per interventi di chirurgia specializzata.

Operazione presso la Sea Turtle Clinic dell’Università di Bari

Il trasporto di Samuele alla Sea Turtle Clinic dell’Università di Medicina Veterinaria di Bari è avvenuto in poche ore, grazie alla collaborazione tra i volontari del centro di recupero e gli esperti dell’ente universitario. Una volta arrivato, il Professor Di Bello e il suo team hanno valutato la situazione e pianificato un delicato intervento chirurgico per rimuovere l’anacorotto dall’esofago. La procedura, eseguita in ambiente sterile, ha richiesto grande precisione e ha evitato danni permanenti, restituendo alla tartaruga la possibilità di nutrirsi normalmente.

Fase di riabilitazione e preparazione al rilascio

Dopo l’operazione, Samuele è stato sottoposto a un periodo di riabilitazione presso la clinica, dove veterinari e biologi hanno monitorato la sua capacità di nuotare, la risposta immunitaria e l’appetito. L’assistenza personalizzata ha incluso una dieta specifica a base di pesci locali e sessioni di nuoto controllato in vasche appositamente attrezzate. Questo percorso ha permesso di valutare la completa guarigione dell’esofago e di accertare che la tartaruga fosse pronta a ritornare nel suo habitat naturale.

Rilascio a Marina di Ginosa: il ritorno al mare

Il 26 ottobre 2026, dopo quasi due mesi di cure intensive, Samuele è stato ufficialmente rilasciato nella zona costiera di Marina di Ginosa. L’evento, celebrato da volontari, pescatori e membri dell’Università di Bari, ha segnato il culmine di una collaborazione efficace tra cittadini e istituzioni. La tartaruga ha nuotato liberamente, segno tangibile del successo dell’intervento e della capacità di una rete di soccorso ben coordinata. Questo caso sottolinea quanto sia fondamentale la prontezza di intervento e la cooperazione tra professionisti, volontari e comunità locali per proteggere le specie marine a rischio.

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