3 novembre 2026 🌧 10° Allerta arancione · rischio idrogeologico · fino 3 novembre 23:59

Coltiviamo l’Italia in Basilicata: chi resta fuori

Il Coordinamento Agricoltori Basilicata critica le tappe di Coltiviamo l'Italia a Policoro e Viggiano, denunciando l'esclusione del Vulture-Melfese e dell'Alto Bradano e sollevando dubbi sui 25 milioni e sulle misure promesse.

Coltiviamo l’Italia in Basilicata: chi resta fuori

Negli ultimi giorni l’iniziativa Coltiviamo l’Italia ha fatto tappa in Basilicata con appuntamenti a Policoro e Viggiano, suscitando interventi pubblici e applausi. Tuttavia, la celebrazione non è stata accolta come una risposta ai problemi denunciati sul territorio: il Coordinamento Agricoltori Basilicata mette in luce che aree come il Vulture-Melfese e l’Alto Bradano sono state escluse dal circuito delle manifestazioni, nonostante siano zone di produzione significativa di grano, ortaggi, vini e oli di qualità.

La polemica non riguarda soltanto le tappe del tour, ma la percezione di una distanza tra la retorica degli eventi e le esigenze pratiche degli agricoltori. Sul tavolo restano questioni concrete: la gestione dei fondi annunciati, la spesa quotidiana per il gasolio agricolo e la funzionalità del Tavolo Verde. In questo contesto il Coordinamento solleva dubbi sull’efficacia degli impegni formalizzati finora e sulla reale volontà di affrontare la crisi del settore.

Esclusione del Vulture-Melfese e dell’Alto Bradano dalle tappe

Secondo il coordinamento, la mancata programmazione di incontri nel Vulture-Melfese e nell’Alto Bradano appare come un segnale inquietante: sono proprio queste aree che hanno visto proteste e blocchi dei mezzi agricoli per settimane. Quelle terre, ricche di produzioni locali, sono state descritte come lasciate al margine della narrazione ufficiale, un paradosso che alimenta rabbia e sfiducia tra gli operatori. La mancata presenza degli organizzatori in queste zone solleva allora una domanda semplice ma incisiva: perché non ascoltare chi ha protestato più a lungo?

Impatto sulle produzioni locali

L’attenzione concentrata su alcune piazze piuttosto che su centri produttivi reali comporta effetti pratici: comunicazione inefficace, assenza di confronto diretto e rischio di misure generiche che non tengono conto delle specificità locali. Il Coordinamento mette in evidenza come il territorio non sia omogeneo e come le soluzioni debbano essere calibrate sulle colture locali e sui costi reali sostenuti dagli agricoltori, a cominciare dalle spese energetiche e dai costi di esercizio dei macchinari.

La cifra di 25 milioni e il Consiglio regionale del 3 novembre

Un punto centrale della contestazione riguarda i 25 milioni annunciati: per il Coordinamento si tratta di cifre ancora «proposte» e non tradotte in risposte concrete sul campo. Questi numeri, pur evocati nelle dichiarazioni ufficiali, non hanno finora convinto gli operatori che chiedono garanzie su tempi e modalità di utilizzo. Sullo sfondo c’è anche la scadenza politica: il 3 novembre il Consiglio regionale è chiamato teoricamente a discutere della crisi agricola. L’organizzazione agricola sottolinea però l’incertezza sull’effettiva trattazione del tema in aula e preannuncia la propria presenza per vigilare sul rispetto della questione.

Il Coordinamento avverte che, se il dibattito politico resterà marginale o verrà rimandato, renderà pubbliche le mancanze emerse. In tal modo si vuole trasformare l’attenzione mediatica in pressione istituzionale: non si tratta solo di simboli o di foto di rito, ma di risposte puntuali su risorse, costi e strumenti di sostegno che gli agricoltori aspettano da tempo.

Nel corso delle dichiarazioni, il coordinamento ha insistito sulla necessità che prima vengano fornite risposte concrete e poi si celebrino successi. Per gli agricoltori lucani la domanda rimane semplice e stringente: è il momento delle feste o delle decisioni che incidono sul lavoro quotidiano? La tensione tra la festa pubblica e le rivendicazioni territoriali resta così il nucleo centrale del confronto in Basilicata.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app