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Rimozione improvvisa della cucina nella residenza Ardsu a Potenza crea scompiglio

Studenti fuori sede trovano la cucina della loro residenza svuotata, costretti a ricorrere a una sola friggitrice e a pagare 8,50 € a pasto nella mensa più distante.

Rimozione improvvisa della cucina nella residenza Ardsu a Potenza crea scompiglio

Nel weekend di rientro, alcune studentesse fuori sede hanno scoperto un cambiamento radicale nella loro abitazione universitaria: la cucina comune della residenza Ardsu, sita in via della Pineta a Potenza, è stata completamente smontata. Il gesto è avvenuto senza alcun preavviso, e l’unica spiegazione fornita dagli operai è stata la formula “disposizioni del direttore”, lasciando i giovani universitari sconcertati e a corto di risposte.

Cucina smontata nella residenza Ardsu di via della Pineta

Il smontaggio ha interessato l’intera zona consumazione pasti, dove solitamente gli studenti potevano preparare i propri pasti. Gli operai che hanno effettuato i lavori hanno comunicato che l’intervento è stato dettato da una decisione direttiva, ma nessun avviso è stato dato in anticipo. Gli abitanti della struttura, provenienti da altre regioni e da diversi territori della Basilicata per frequentare l’Unibas, hanno dovuto affrontare la perdita dei loro utensili, pentole e piatti, i quali dovevano essere rimossi entro venerdì.

Soluzioni temporanee: friggitrice ad aria e bollitore

Come soluzione transitoria, è stata allestita una piccola sala colazione all’interno di un’aula studio, dotata unicamente di una friggitrice ad aria e di un bollitore. Il contesto non dispone nemmeno di un lavabo, costringendo gli studenti a lavare le proprie tazze nel bagno, condizione definita dal gruppo come “ironia amara”. Il nuovo spazio, limitato e privo di attrezzature base, ha generato una forte frustrazione, soprattutto perché la direttiva ha imposto la rimozione di tutti gli alimenti e gli strumenti di cucina entro pochi giorni.

Conseguenze economiche e logistiche per gli studenti

La perdita della cucina interna si traduce in costi aggiuntivi per gli studenti. Ora è obbligatorio recarsi alla mensa del Campus di Macchia Romana, dove il diritto garantito prevede un solo pasto gratuito al giorno. Qualsiasi secondo pasto è fatturato a prezzo pieno, ovvero quasi 8,50 euro per piatto. Per chi vive a condizioni economiche difficili, tale spesa è insostenibile. Inoltre, il trasporto pubblico tra via della Pineta e il campus non è ottimale, e la mensa è chiusa nei fine settimana, lasciando gli studenti senza opzioni alimentari il sabato e la domenica.

Lavanderie ridotte a una sola unità per 40 persone

Il provvedimento non si è limitato alla cucina: le quattro lavatrici presenti nella residenza sono state rimosse e sostituite da una sola lavatrice destinata a circa 40 occupanti. L’apparecchio è collocato in una zona esterna, accessibile dall’esterno della struttura, il che rende più difficile la gestione del bucato per gli studenti. Questa riduzione delle strutture condivise ha sollevato ulteriori interrogativi sulla correttezza e sulla necessità di tali cambiamenti.

La decisione di smontare la cucina e di limitare le lavanderie ha provocato un impatto concreto sulla vita quotidiana degli studenti della residenza Ardsu. Tra costi aggiuntivi, spostamenti più lunghi e disponibilità ridotta di servizi, la comunità universitaria si trova di fronte a una situazione che richiede una risposta tempestiva da parte delle autorità competenti.

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