23 ottobre 2026 🌤 15°

Cocaina e pagamenti con carta: 7 arresti in Basilicata e Campania

Sette arresti per una rete di cocaina che pagava con carta di credito tra Val d'Agri e Napoli

Cocaina e pagamenti con carta: 7 arresti in Basilicata e Campania

All’inizio di questa mattina, i Carabinieri del Comando provinciale di Potenza, supportati dalle unità cinofile, hanno messo in atto un’operazione antidroga che si estende dalla Val d’Agri, in Basilicata, fino all’area metropolitana di Napoli. L’azione nasce da un’ordinanza cautelare emessa dal GIP di Potenza, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, e coinvolge sette soggetti ritenuti gravemente indiziati di traffico di cocaina e di spaccio illegale. Per un’ottava persona, il giudice ha disposto un interrogatorio preventivo.

Le misure applicate comprendono la custodia cautelare in carcere per quattro degli indagati e, per gli altri tre, l’imposizione di arresti domiciliari con l’utilizzo di braccialetto elettronico. Gli otto soggetti, inseriti in un contesto che prevede collegamenti tra la Basilicata e la Campania, sono stati collocati nella fase delle indagini preliminari, dove la responsabilità potrà essere confermata solo da una sentenza definitiva.

Dettagli delle misure cautelari e dell’operazione sul territorio

L’ordine di custodia temporanea è stato eseguito simultaneamente in due aree geografiche: la valle del fiume Agri, dove la rete aveva stabilito i punti di distribuzione, e la zona di Napoli, considerata la fonte d’approvvigionamento. Gli interventi sono stati condotti dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Viggiano, con il sostegno delle stazioni di Viggiano e Marsico Nuovo. La presenza di unità cinofile ha consentito di effettuare aree di blocco senza ricorrere a sparatorie, mantenendo sotto controllo le possibili fughe.

Pagamenti con carta di credito: il ruolo del POS

Uno degli elementi più sorprendenti emersi dall’indagine riguarda l’uso di un terminale POS all’interno di un esercizio commerciale gestito da uno degli indagati. Secondo le ricostruzioni, alcuni acquirenti pagavano la cocaina con carta di credito, facendo passare il denaro come corrispettivo per beni o servizi leciti. Questo metodo ha reso più difficile tracciare i flussi monetari, mascherando gli incassi illeciti all’interno di normali transazioni commerciali.

Indagini: dalla perquisizione del 2024 alla ricostruzione di oltre mille cessioni

Il filo conduttore dell’operazione risale al 28 ottobre 2024, data di una perquisizione durante la quale gli agenti sequestrarono circa un chilogrammo di cocaina di elevata purezza. Da quel momento, le forze dell’ordine hanno avviato un lavoro di intelligence che ha incluso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, tracciamento GPS, videosorveglianza, pedinamenti e sequestro di ulteriori quantità di sostanza stupefacente. Le indagini hanno permesso di identificare più di 1.000 episodi di cessione illecita o detenzione di cocaina, delineando una struttura organizzata che univa fornitori campani e distributori nella Val d’Agri.

Il quadro finale dell’indagine

Oltre ai sette arresti, gli inquirenti hanno deferito quattordici persone per reati collegati, tra cui possesso di stupefacenti e utilizzo di strutture commerciali per riciclare denaro. Un soggetto, purtroppo, era deceduto prima dell’emissione delle ordinanze. L’operazione dimostra la costante volontà della Direzione Distrettuale Antimafia di Potenza e dell’Arma dei Carabinieri nel contrastare le reti di traffico di sostanze stupefacenti, anche quando queste adottano metodi di pagamento moderni per eludere le autorità.

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