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De.Co. a Montescaglioso: marchio comunale per eccellenze enogastronomiche e artigianali

Il Comune avvia la De.Co. per censire prodotti e saperi, coinvolgendo operatori, associazioni e cittadini in un progetto condiviso

De.Co. a Montescaglioso: marchio comunale per eccellenze enogastronomiche e artigianali

Montescaglioso ha dato il via a un percorso che mira a mettere in luce la ricchezza materiale e immateriale del territorio: la De.Co.Denominazione Comunale — non è pensata come un semplice bollino, ma come una strategia per rendere visibili storie, ricette e mestieri legati alla comunità. L’iniziativa è stata presentata pubblicamente il 17 maggio 2026 nella Sala del Capitolo dell’Abbazia di San Michele Arcangelo, in un incontro che ha coinvolto operatori commerciali, artigiani, associazioni e cittadini interessati a partecipare attivamente al progetto.

Il sindaco Vincenzo Zito ha sottolineato come la De.Co. voglia connettere memoria collettiva, saperi tradizionali e possibilità di sviluppo, trasformando la conoscenza locale in opportunità concrete. In questo approccio il marchio diventa uno strumento di tutela e promozione che valorizza tanto le produzioni enogastronomiche quanto le pratiche artigianali e le manifestazioni identitarie che raccontano la comunità montese.

Obiettivi della De.Co. e valore culturale

L’obiettivo centrale del progetto è catalogare e promuovere le eccellenze locali creando una rete capace di sostenere turismo e impresa senza snaturare le radici culturali. La De.Co. vuole essere un luogo di riconoscimento per prodotti tipici e tradizioni, offrendo ai consumatori garanzie di autenticità e tracciabilità. Allo stesso tempo, il progetto aspira a rafforzare il senso di appartenenza della comunità, mettendo in relazione istituzioni, operatori economici e associazioni locali in un dialogo costante e partecipato.

Rete territoriale e partecipazione

Per raggiungere questi obiettivi è prevista la costruzione di una rete territoriale che raccolga proposte e contribuiti dal territorio: l’iniziativa favorisce incontri, consultazioni e momenti di confronto per definire criteri condivisi. Il coinvolgimento diretto degli artigiani e dei produttori è concepito come elemento chiave per trasformare il patrimonio immateriale in leva culturale ed economica, valorizzando processi di trasmissione intergenerazionale e pratiche produttive locali.

Regolamento, registro e strumenti operativi

Il progetto si fonda su un regolamento comunale già approvato dal Consiglio, che definisce le modalità di riconoscimento e gestione della Denominazione Comunale. Tra le previsioni principali figura l’istituzione di un registro pubblico dei prodotti e dei beni riconosciuti De.Co., oltre alla possibilità di redigere disciplinari specifici per ciascuna voce iscritto al registro. Queste misure sono pensate per garantire trasparenza e tutela, oltre a fornire strumenti promozionali mirati per le eccellenze selezionate.

Commissione e funzioni operative

La gestione delle candidature e la valutazione tecnica sono affidate a una commissione dedicata presieduta dal sindaco Vincenzo Zito e composta da tecnici e rappresentanti istituzionali: i nomi noti includono Luigi Appio, Giuseppe Matarazzo, Antonietta Tralli e Maria Primavera. La commissione è chiamata a elaborare criteri, valutare le istanze e proporre iniziative di promozione, con l’obiettivo di connettere il riconoscimento De.Co. a politiche concrete di valorizzazione locale.

Procedure pratiche e prossimi passi

Nei prossimi giorni il Comune pubblicherà sui canali istituzionali i moduli per le prime candidature, consentendo alle attività interessate di presentare proposte per il riconoscimento. Il procedimento è pensato per essere accessibile e partecipativo, con l’intento di costruire un elenco qualificato di prodotti e pratiche che possano essere promossi attraverso iniziative culturali, fiere e percorsi turistici dedicati.

La De.Co. rappresenta anche una sfida culturale: difendere le radici locali mantenendo aperture all’innovazione e a nuovi linguaggi di promozione. Il progetto si propone di trasformare il patrimonio immateriale — inteso come insieme di capacità, memorie e tradizioni — in un motore per lo sviluppo sostenibile, sostenendo contemporaneamente la coesione sociale e la crescita economica del territorio.

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