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Qualità della vita in Basilicata: coesione sociale ma insufficienze nei servizi locali

Il report evidenzia una Basilicata con solide reti familiari e relazioni sociali, ma con gravi lacune in asili nido, infrastrutture, lavoro stabile e servizi sanitari di prossimità: l'appello di Antonio Bochicchio è per investimenti mirati e politiche concrete.

Qualità della vita in Basilicata: coesione sociale ma insufficienze nei servizi locali

Il panorama socio-economico della Basilicata, come emerso dall’analisi nazionale sulla qualità della vita, mostra una combinazione di risorse relazionali e debolezze strutturali. Nelle province di Potenza e Matera si registra una forte coesione comunitaria e una rete familiare solida che rappresentano una risorsa culturale e sociale importante. Tuttavia, questo capitale sociale convive con una carenza di servizi territoriali, opportunità occupazionali e infrastrutture dedicate alle diverse fasce d’età, un divario che impone riflessioni e azioni politiche mirate.

Il consigliere regionale Antonio Bochicchio, capogruppo di Avs-Psi-Lbp, interpreta i risultati non come un semplice elenco di posizioni in classifica ma come un termometro dell’efficacia delle politiche pubbliche. Secondo Bochicchio, è necessario orientare investimenti e strategie verso i servizi di prossimità, l’educazione e la sanità territoriale, oltre a rafforzare le politiche giovanili, la qualità urbana e il ruolo dell’università per creare opportunità durature.

Il capitale sociale: un punto di forza da valorizzare

La presenza di comunità coese e reti familiari solide è un elemento che distingue il territorio lucano. Questo capitale sociale si traduce in una maggiore capacità di mutuo aiuto, sostegno intergenerazionale e partecipazione civica. Tuttavia, senza servizi moderni e strutturati, questa risorsa rischia di non tradursi in sviluppo sostenibile. Le relazioni umane funzionano come una cerniera sociale, ma la cerniera deve essere accompagnata da servizi che la rendano funzionale nel tempo: asili, spazi pubblici attrezzati e infrastrutture sportive sono esempi concreti di investimenti necessari per valorizzare il tessuto umano esistente.

Spazi per l’infanzia e luoghi di socialità

Per le famiglie e per i più piccoli la situazione è critica: la carenza di asili nido, la scarsità di spazi verdi attrezzati e strutture sportive limitate incidono direttamente sulla qualità della vita. La partecipazione alla scuola dell’infanzia è un indicatore positivo, ma resta insufficiente se non si accompagna a servizi quotidiani accessibili. Occorre ripensare la dotazione di servizi territoriali come elemento chiave per sostenere la genitorialità e favorire la conciliazione lavoro-famiglia.

Giovani e lavoro: la fuga di prospettive

I dati sul lavoro giovanile sollevano preoccupazioni: molti ragazzi lasciano il territorio in cerca di opportunità più stabili. La precarietà occupazionale, la bassa conversione dei contratti a tempo indeterminato e la ridotta soddisfazione lavorativa sono problemi strutturali. Per contrastare lo spopolamento è necessario costruire politiche che favoriscano l’occupazione qualificata, il ricorso a forme contrattuali stabili e il legame con l’università, che può diventare un volano per innovazione e occupazione locale.

Strumenti di economia locale

Investimenti mirati, incentivi per l’imprenditoria giovanile e la valorizzazione delle competenze universitarie rappresentano interventi concreti. Il Pnrr ha già portato risorse su istruzione, università e lavoro stabile, ma secondo Bochicchio non basta: serve un piano territoriale che traduca i fondi in servizi quotidiani e opportunità reali per trattenere i giovani e attrarre talenti.

La sfida dell’invecchiamento: sanità e assistenza

Per la popolazione anziana emergono criticità legate alla rete sanitaria e assistenziale. Le politiche di invecchiamento attivo devono fondarsi su modelli di medicina di prossimità, potenziamento della domiciliarità, diffusione della telemedicina e miglior accessibilità dei servizi. Nel dibattito regionale il nuovo Psr e l’incremento del fondo sanitario sono considerati banchi di prova per affrontare concretamente le esigenze di un territorio che invecchia.

Bochicchio invita a leggere i numeri non come una classifica fine a sé stessa, ma come una guida per definire priorità politiche e amministrative. Senza un robusto potenziamento dei servizi e delle opportunità, lo spopolamento e l’indebolimento del tessuto sociale rischiano di diventare dinamiche irreversibili. La qualità della vita include aspetti economici, ma anche la capacità di offrire prospettive e servizi a tutte le generazioni: su questo fronte, conclude il consigliere regionale, è indispensabile fare di più.

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