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Sviluppo industriale: proposta per l’area di Lavangone a Potenza

Galella invita la giunta regionale a pianificare nuove aree produttive come Lavangone per trattenere e far crescere aziende tecnologiche come Inelectric

Sviluppo industriale: proposta per l’area di Lavangone a Potenza

In Basilicata si riaccende il dibattito sul futuro produttivo della regione dopo l’allarme lanciato dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Galella, in favore dell’azienda Inelectric. L’impresa, nata anche grazie alla collaborazione con l’Università locale, lavora sulla conversione elettrica di vetture d’epoca e su progetti ad alto contenuto tecnologico, ma oggi incontra un limite pratico: la mancanza di spazi adeguati per la produzione su scala. La questione solleva nodi più ampi sul tema del territorio e della capacità della pubblica amministrazione di offrire infrastrutture per l’industria innovativa.

La situazione di Inelectric e le esigenze produttive

Inelectric è presentata come un esempio concreto di impresa che combina ricerca e sviluppo: oltre alla riconversione elettrica di autoveicoli storici, l’azienda sta lavorando a prototipi di nuovi veicoli elettrici, sistemi di accumulo batterie e persino a una turbina eolica innovativa. Secondo quanto segnalato da Galella, la società ha già assunto personale e ha contratti pronti a partire ma rimane bloccata dalla difficoltà di reperire un capannone adeguato o lotti produttivi disponibili. Questo problema non riguarda solo un singolo imprenditore: mette in luce una carenza strutturale nella dotazione di aree industriali e artigianali nel capoluogo.

Numeri e prospettive occupazionali

Nel concreto, Inelectric conta su una base iniziale di dipendenti assunti e su contratti pronti ad attivarsi che potrebbero aumentare significativamente l’occupazione locale. La perdita o la migrazione di realtà come questa verso altri territori significa non solo la perdita di posti di lavoro ma anche la fuga di competenza e ricerca. Per Galella occorre quindi intervenire rapidamente per creare condizioni che favoriscano la crescita aziendale, evitando che la carenza di spazi produttivi vanifichi investimenti, brevetti e percorsi di formazione costruiti nella regione.

La proposta per l’area di Lavangone

Tra le soluzioni avanzate dal consigliere spicca la candidatura dell’area di Lavangone, descritta come pianeggiante, ben collegata e prossima al capoluogo. La conversione o l’ampliamento di questa zona in lotti produttivi è proposta come risposta immediata alla domanda di spazi per imprese come Inelectric. Galella sottolinea poi la necessità di realizzare l’area artigianale prevista dalla conferenza di servizi: un’operazione che, se avviata, potrebbe rendere Potenza più attrattiva per investimenti e più competitiva dal punto di vista logistico e infrastrutturale.

Vantaggi strategici e impatto sul territorio

Creare un grande polo produttivo nei pressi di Potenza significherebbe dare impulso all’intera filiera locale: dall’indotto dell’edilizia alla domanda di servizi tecnici e alla collaborazione con l’Università. Un’area moderna potrebbe ospitare laboratori, imprese di componentistica e centri di ricerca, favorendo un ecosistema capace di trattenere talenti. L’idea sottolineata da Galella è che la Basilicata disponga di spazi non valorizzati che, se ripensati, possono trasformarsi in opportunità concrete di sviluppo economico e occupazionale.

Appello alle istituzioni e conclusione

Il consigliere rivolge un invito esplicito al presidente della giunta, Vito Bardi, all’assessore regionale allo sviluppo economico, Francesco Cupparo, e all’ente attuatore ApiBas per aprire un confronto immediato sul tema. Secondo Galella è necessario attivare una pianificazione che identifichi lotti disponibili, semplifichi le procedure e crei incentivi per le imprese innovative. Lasciare che realtà promettenti siano costrette a rallentare o trasferirsi sarebbe un costo che la regione non può permettersi: servono visione e strumenti operativi per trasformare le risorse locali in crescita sostenibile.

In sintesi, la proposta lanciata mira a coniugare ricerca, industria e politica territoriale: puntare su zone strategiche come Lavangone potrebbe essere la chiave per trattenere imprese ad alto valore aggiunto e favorire la nascita di nuovi posti di lavoro, proteggendo al tempo stesso l’investimento pubblico nella formazione e nella ricerca locale.

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