In Basilicata, gli investimenti in attrattori turistici come il Waterland Skybike a Viggianello e il Volo dell’Aquila a San Costantino Albanese non hanno frenato il declino demografico. Anzi, i dati mostrano un calo costante della popolazione in molti comuni che ospitano queste attrazioni.
Gli attrattori turistici e il declino demografico
Il Waterland Skybike, una bicicletta sospesa su un cavo a 50 metri d’altezza per un percorso di circa 350 metri, è l’ultima novità nel Parco Nazionale del Pollino. Il progetto, finanziato con circa 2 milioni di euro, include anche la riqualificazione di un orto botanico e la costruzione di un edificio multimediale. Tuttavia, Viggianello ha perso quasi 1.000 residenti dal 2001 al 2024, con un indice di vecchiaia di 413,9 nel 2025.
San Costantino Albanese, con il suo Volo dell’Aquila, ha visto un calo demografico ancora più marcato. La popolazione è scesa a circa 550 abitanti, con un indice di vecchiaia passato da 317 nel 2021 a 627 nel 2025. Anche Castelmezzano e Pietrapertosa, con il loro Volo dell’Angelo, hanno registrato un calo significativo della popolazione e un aumento dell’indice di vecchiaia.
Il paradosso delle aree interne
Gli attrattori turistici non possono compensare lo spopolamento né la carenza di infrastrutture primarie. Spesso, è impossibile raggiungere questi luoghi senza mezzi propri. I fondi per il rilancio delle aree interne, come quelli del Pnrr, hanno mostrato forti criticità e rallentamenti strutturali, legati a ritardi nella spesa e a una governance incapace di trasformare gli annunci in cantieri reali.
I dati del monitoraggio su Open Coesione evidenziano che la maggior parte dei progetti previsti nelle aree interne risulta ancora non avviata o bloccata nelle fasi preliminari. I piccoli borghi continuano a perdere presidi essenziali come punti salute, uffici postali, bancomat e trasporti locali. La Basilicata ha registrato il maggior calo della popolazione in Italia secondo i dati Istat.
Il caso delle risorse a perdere sul monte Sirino
Un progetto di Invitalia da 26 milioni di euro, nel periodo 2019-2021, è naufragato a causa di diverse ragioni fondamentali. I contratti di sviluppo gestiti da Invitalia richiedono la partecipazione attiva di un grande investitore privato, che copra una quota significativa dell’investimento. A causa delle incertezze sulla redditività delle piste del Sirino, nessun operatore privato ha firmato l’accordo, facendo decadere l’accesso ai fondi.
Le linee di finanziamento nazionali impongono scadenze rigidissime per l’apertura dei cantieri. I Comuni del comprensorio non disposero in tempo di progetti esecutivi e dotati di tutti i visti necessari. Inoltre, Invitalia richiedeva un unico interlocutore solido per la gestione di investimenti superiori ai 20 milioni di euro. La frammentazione delle competenze territoriali tra i Comuni e i ritardi regionali nella creazione di una cabina di regia unica hanno paralizzato l’iter burocratico.
Quando le procedure sono più facili e veloci, come nel caso dei finanziamenti regionali o del denaro di provenienza royalties petrolio, si sprecano le risorse in interventi inutili e destinati a fallire. È il caso degli attrattori adrenalinici, delle altalene giganti, delle cestovie abbandonate, delle seggiovie distrutte, delle ciclovie dimenticate, dei barbecue ad alta quota e delle stravaganti piste da sci senza neve.
Ma siamo anche bravi ad approfittare di quelle risorse per favorire i clientes imprenditori, progettisti, e gli stessi decisori politici.



