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Incontro istituzionale: Bardi invita i sindaci neoeletti a collaborare con la Regione

Il presidente Vito Bardi ha incontrato i sindaci eletti il 28 maggio proponendo un rapporto di collaborazione continua, visite nei Comuni e tavoli ristretti per risolvere le priorità locali

Incontro istituzionale: Bardi invita i sindaci neoeletti a collaborare con la Regione

Giovedì 28 maggio 2026 il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha convocato nella sala Verrastro i sindaci risultati vincitori nella tornata elettorale del 24 e 25 maggio. L’appuntamento ha l’obiettivo di impostare fin da subito un metodo di lavoro condiviso tra Regione e amministrazioni comunali, fondato sulla disponibilità reciproca e sul dialogo operativo. Nel corso dell’incontro è stata ribadita l’importanza del ruolo dei sindaci come anello di congiunzione tra istituzioni e cittadinanza, e la necessità di una collaborazione strutturata per affrontare le priorità locali.

Nel suo intervento il presidente ha proposto un patto di lealtà istituzionale che traduca in azioni concrete la promessa di vicinanza ai territori: visite personali nei Comuni, l’istituzione di tavoli tematici per aree geografiche e la cadenza regolare degli incontri. L’intento espresso da Bardi è quello di costruire un rapporto costante con le amministrazioni locali, valorizzando la conoscenza capillare che i sindaci hanno dei problemi quotidiani e ascoltando direttamente la voce dei cittadini per orientare le scelte regionali.

L’iniziativa del presidente

La proposta avanzata punta a stabilire una prassi istituzionale basata su disponibilità e trasparenza. Bardi ha sottolineato come la Regione intenda essere effettivamente «vicina ai territori», non solo con risorse ma anche con ascolto e raccordo operativo. L’idea del patto non è descritta come un mero documento simbolico, ma come un impegno pratico che preveda visite sul campo, scambi continui di informazioni e un canale stabile di confronto tra governo regionale e amministrazioni comunali per definire priorità e interventi.

Obiettivi dichiarati

Tra gli obiettivi evidenziati dal presidente emergono la volontà di favorire lo sviluppo locale, migliorare i servizi e creare condizioni di benessere per i lucani. Il criterio proposto è la sinergia tra livelli di governo per massimizzare l’efficacia delle politiche pubbliche: coordinamento su opere infrastrutturali, pianificazione di interventi sociali e ambientali, nonché il supporto a piccole comunità che richiedono strumenti mirati. L’approccio privilegia la concretezza e la rapidità di risposta alle criticità segnalate dai sindaci.

Modalità operative e visite sul territorio

Per tradurre l’accordo in pratica, la Regione ha annunciato che il presidente si recherà personalmente nei Comuni per «toccare con mano» le difficoltà locali e ascoltare la popolazione. Questo calendario di visite vuole essere uno strumento di verifica diretta e un’occasione per instaurare un dialogo quotidiano. Accanto alle visite, verranno attivati tavoli ristretti che avranno il compito di analizzare problemi specifici per area geografica e proporre soluzioni tempestive e condivise.

Tavoli ristretti e periodicità

I tavoli saranno organizzati per ambiti tematici e territoriali affinché le istanze possano essere affrontate in modo mirato: infrastrutture, servizi sociali, sviluppo economico e tutela ambientale. La proposta include incontri periodici per monitorare l’avanzamento delle azioni e aggiornare le priorità in base ai risultati: una forma di governance condivisa pensata per evitare ritardi e dispersione di interventi, garantendo al tempo stesso responsabilità e trasparenza nell’utilizzo delle risorse.

Partecipazione democratica e rappresentanza di genere

Durante l’incontro è stato anche ricordato il valore della partecipazione registrata alle urne nelle consultazioni del 24 e 25 maggio: un segnale, secondo la Regione, di interesse civico e di responsabilità collettiva. Sul tema della rappresentanza, la consigliera regionale di parità ha posto l’accento sull’importanza di valorizzare la presenza femminile nelle giunte e negli organismi decisionali. La nomina di sindache in diversi Comuni è stata interpretata come un passo avanti verso una maggiore inclusione nelle istituzioni locali.

Il riconoscimento alle donne e la composizione delle giunte

È stato evidenziato il caso di amministrazioni dove le donne hanno ottenuto la guida comunale, con nomi di riferimento fra i Comuni coinvolti: Cersosimo, Corleto Perticara, Salandra e Tursi. La richiesta rivolta ai nuovi sindaci è di applicare le norme che favoriscono la rappresentanza di genere nella composizione delle giunte, riconoscendo il contributo specifico e le competenze che la presenza femminile apporta alla gestione pubblica. Secondo gli interlocutori, una composizione equilibrata favorisce decisioni più attente alla comunità e alla partecipazione.

Nel complesso l’incontro del 28 maggio 2026 è stato pensato come un punto di partenza per un rapporto istituzionale più solido tra Regione e Comuni: un percorso che punta a trasformare promesse di vicinanza in azioni concrete attraverso ascolto, visite, tavoli tematici e incontri periodici, con un’attenzione particolare alla partecipazione democratica e alla rappresentanza.

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