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Vertenza forestale: la Fai Cisl chiede un interlocutore unico alla Presidenza

La Fai Cisl Basilicata sollecita la convocazione di un unico tavolo di confronto presso la Presidenza della Regione, evidenziando che il rinnovo del Contratto Integrativo Regionale riguarda circa 4.000 lavoratori tra forestazione, SAAP e ASA e che servono risorse certe e risposte immediate sul turnover e sulle giornate lavorative.

Vertenza forestale: la Fai Cisl chiede un interlocutore unico alla Presidenza

La mobilitazione della rappresentanza sindacale lucana entra nel vivo con una richiesta chiara: concentrare il confronto istituzionale in un unico luogo decisionale. La Fai Cisl Basilicata riconosce la disponibilità espressa dall’Assessore all’Agricoltura a discutere la situazione della forestazione regionale, ma sottolinea che la disponibilità politica non può sostituire le risorse concrete necessarie per garantire il futuro professionale dei lavoratori coinvolti.

Il nodo centrale è il rinnovo del Contratto Integrativo Regionale (CIRL), che non riguarda soltanto gli addetti alla forestazione, ma anche il personale del SAAP e dell’ASA, per una platea complessiva di circa 4.000 lavoratori. Per la Fai Cisl la questione richiede una discussione ampia, sostenuta da coperture finanziarie certe e da un impegno politico definito che vada oltre i tavoli frammentati.

Perché serve un tavolo unico alla Presidenza

Secondo il segretario regionale, l’attuale moltiplicazione degli incontri istituzionali rischia di diluire responsabilità e ritardare decisioni essenziali. La proposta è di individuare nella Presidenza della Regione Basilicata l’unico interlocutore capace di assumersi la responsabilità finale sulle scelte economiche e politiche. Solo un tavolo unico può offrire una cornice in cui valutare insieme le risorse necessarie, le priorità e i tempi di attuazione, evitando dispersioni e passaggi burocratici che prolungano l’incertezza.

Coinvolgere gli assessorati competenti

La Fai Cisl indica la necessità di coinvolgere anche l’Assessore alle Attività Produttive, Francesco Cupparo, per collegare le scelte sul lavoro forestale con le politiche produttive regionali. Tuttavia, il sindacato ricorda che le decisioni definitive sulle disponibilità finanziarie spettano al Presidente, Vito Bardi, e che senza il suo diretto impegno è difficile ipotizzare soluzioni durature. Di qui la richiesta di meno tavoli separati e più responsabilità politica concentrata.

Richieste urgenti: giornate lavorative e turnover

Prima ancora della contrattazione sul CIRL, la Fai Cisl chiede risposte immediate su due punti fondamentali: l’incremento delle giornate lavorative e la gestione del turnover. Per il sindacato si tratta di interventi indispensabili per garantire dignità occupazionale, continuità lavorativa e prospettive realistiche alle famiglie coinvolte. Senza questi interventi strutturali, qualsiasi rinnovo contrattuale rischia di restare un’illusione priva di effetti concreti sul territorio.

Lo stato dell’attesa e le conseguenze sul territorio

La richiesta di convocazione del tavolo alla Presidenza, che la Fai Cisl afferma di attendere dal 17 aprile, è presentata come condizione necessaria per sciogliere i nodi aperti. Il sindacato avverte che la mancata definizione di risorse e tempi pesa non solo sulle centinaia di famiglie dei lavoratori, ma anche sul presidio ambientale e sulla gestione delle aree boschive lucane, aspetti che coinvolgono la collettività nel suo insieme.

Conclusioni e appello finale

La sintesi della posizione sindacale è netta: apprezzare la disponibilità al dialogo non basta se non è accompagnata da impegni economici concreti e da una responsabilità politica chiara. La Fai Cisl Basilicata chiede quindi la ricomposizione del confronto in un unico ambito decisionale presso la Presidenza della Regione Basilicata, con l’obiettivo di ottenere risposte immediate su giornate lavorative e turnover, e di definire le coperture finanziarie necessarie al rinnovo del CIRL. La vertenza, avverte il sindacato, richiede che la Regione si assuma pienamente la responsabilità politica ed economica per tutelare i lavoratori e il presidio del territorio.

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