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Basilicata e autonomia differenziata: che cosa cambia dopo la firma ad aprile scorso

Il governo lucano ha votato a favore in Conferenza Unificata dopo la firma delle pre-intese ad aprile scorso; il presidente Vito Bardi e l’assessore Cosimo Latronico spiegano che l’iter si inserisce nella riforma del 2001 e che il trasferimento di competenze è condizionato al finanziamento dei LEP

Basilicata e autonomia differenziata: che cosa cambia dopo la firma ad aprile scorso

Ad aprile scorso sono state sottoscritte le pre-intese a livello nazionale sull’autonomia differenziata un passaggio che ha richiamato l’attenzione delle Regioni e, in particolare, del governo lucano. In sede di Conferenza Unificata la Basilicata, come la maggior parte delle altre amministrazioni regionali, ha espresso un voto favorevole sulla possibilità di proseguire l’iter istituzionale avviato. Per la Regione Basilicata ha partecipato all’incontro, per delega del presidente Vito Bardi l’assessore alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico.

Le dichiarazioni rilasciate da Bardi e Latronico hanno voluto ricollocare il dibattito nel quadro costituzionale più ampio, ricordando che il tema dell’ autonomia differenziata deriva da una modifica del Titolo V della Costituzione approvata nel 2001. Nel corso dell’intervento è stata ribadita la necessità di muoversi con trasparenza e nel rispetto delle prerogative sia regionali sia nazionali, garantendo tutele per le aree più fragili.

Il quadro costituzionale e il ruolo dell’articolo 116

Secondo quanto sottolineato dai rappresentanti lucani, l’attuazione dell’autonomia differenziata si inserisce nell’ambito della revisione del Titolo V avvenuta nel 2001. In questo contesto, l’articolo 116 della Costituzione è centrale: esso disciplina la possibilità per le Regioni di acquisire competenze aggiuntive in materie di legislazione concorrente, ma lo fa nel rispetto di vincoli che mirano a preservare coesione e solidarietà nazionale. La posizione della Basilicata punta proprio a sottolineare che ogni avanzamento procedurale deve mantenere integri questi vincoli costituzionali.

Il significato della scelta politica in Conferenza Unificata

Il voto favorevole espresso in sede di Conferenza Unificata è stato interpretato dal governo lucano come un atto formale che riconosce i passaggi necessari per proseguire l’iter previsto dalla Costituzione. Bardi e Latronico hanno evidenziato che si tratta di una tappa amministrativa che non anticipa decisioni definitive, ma che permette di chiarire i confini procedurali entro cui si dovranno collocare eventuali intese. In questo senso, la scelta di partecipare e di esprimere un parere positivo è stata motivata dalla volontà di vigilare sul rispetto delle garanzie richieste per i cittadini.

Le garanzie richieste per la Basilicata e il Mezzogiorno

Un punto centrale delle dichiarazioni ufficiali riguarda la salvaguardia dei servizi essenziali e l’attenzione alle regioni del Mezzogiorno. La Basilicata ha richiamato l’attenzione sull’obbligo dello Stato di assicurare livelli uniformi di servizio e la necessità che il trasferimento di competenze sia subordinato a condizioni stringenti. In particolare, è stata messa in evidenza la condizione secondo cui qualsiasi cessione di competenze deve prevedere la definizione e il completo finanziamento dei LEP ossia i Livelli Essenziali delle Prestazioni per evitare disparità territoriali nell’accesso a diritti fondamentali come la salute e l’assistenza.

Gli esponenti regionali hanno ribadito che lo Stato ha il dovere di garantire tali standard in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale e che la richiesta di maggiore autonomia regionale non può in alcun modo tradursi in una compressione della tutela sociale per le aree meno sviluppate. Tale approccio conferma la volontà della Basilicata di coniugare una maggiore responsabilità amministrativa con la salvaguardia dei diritti fondamentali dei cittadini.

Nel richiamare le radici storiche dell’iter costituzionale, Bardi e Latronico hanno ricordato che la possibilità per le Regioni di richiedere ampliate competenze non è una novità ma una scelta prevista e autorizzata già da governi precedenti. Il messaggio della delegazione lucana è che il percorso va seguito nella massima trasparenza e con piena chiarezza sui confini finanziari e normativi, perché solo così si può garantire un equilibrio tra autonomia locale e unità nazionale.

La posizione espressa dalla Basilicata durante la Conferenza Unificata, Questo equilibrio, secondo i rappresentanti regionali, può essere perseguito solo a condizione che il trasferimento di competenze sia accompagnato da chiari vincoli finanziari e dalla certezza dei LEP.

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