Il 24 giugno, con raduno previsto per le 10.30 si terrà a Roma una manifestazione nazionale a Largo Argentina organizzata dalle lavoratrici e dai lavoratori impegnati nei servizi di registrazione e trascrizione per il sistema giudiziario. Dalla Basilicata partirà una folta delegazione proveniente da Matera e Potenza per portare in piazza le rivendicazioni legate alle condizioni contrattuali e alla stabilità dei rapporti di lavoro.
La mobilitazione — proclamata come sciopero nazionale dei fonici, trascrittori e stenotipisti forensi — punta il dito contro la precarietà consolidata e l’assenza di interlocuzione istituzionale sul futuro del servizio, denunciata con forza dai sindacati regionali.
Presenza lucana e richieste sindacali
Alla protesta parteciperanno rappresentanti organizzati dalla Filcams Cgil di Potenza e dalla Filcams Cgil di Basilicata. I due dirigenti regionali hanno sintetizzato le ragioni della mobilitazione: Rocco Casaletto segretario generale della Filcams Cgil di Potenza, e Marcella Conese coordinatrice Regionale della Filcams Cgil di Basilicata, hanno ribadito la necessità di tutele occupazionali, migliori salari e condizioni di lavoro più sicure.
Le parole scelte per descrivere la situazione locale evidenziano un malessere consolidato: “Saremo a Roma con una delegazione numerosa di lavoratrici e lavoratori lucani” è la dichiarazione con cui i rappresentanti annunciano la partecipazione alla manifestazione, sottolineando che la composizione del gruppo è significativa rispetto all’impatto territoriale della vertenza.
Motivazioni e contesto
Il motivo principale della protesta è la richiesta di un confronto istituzionale serio per definire il futuro del servizio che, secondo i sindacati, vive da tempo in un contesto di incertezza contrattuale. I delegati puntano a ottenere il superamento della precarietà legata agli appalti e la salvaguardia dei livelli occupazionali, temi che incidono direttamente sulla qualità delle attività svolte in ambito giudiziario.
Numeri, responsabilità e impatto sul servizio giudiziario
I promotori della protesta evidenziano che il numero delle persone interessate dalle dinamiche contrattuali è significativo: il riferimento è a circa 1.500 lavoratrici e lavoratori in appalto che, a loro avviso, sono fondamentali per il funzionamento della giustizia. La denuncia è diretta anche alle istituzioni: i sindacati segnalano il mancato intervento del Ministero e parlano di un atteggiamento di silenzio che lascia scoperti i profili occupazionali e contrattuali.
Con parole nette i rappresentanti sindacali riassumono la posta in gioco: “Da oltre vent’anni queste professionalità operano in un contesto di forte precarietà” e, richiamando il valore sociale della loro attività, aggiungono che “la giustizia è muta” senza il lavoro specifico di fonici, trascrittori e stenotipisti. Il senso dell’affermazione vuole richiamare l’attenzione sul ruolo tecnico e insostituibile di queste figure nel garantire registrazioni e verbali processuali.
Alla base della contestazione c’è
Appello alla mobilitazione e giorno dell’azione
Per questo motivo, i delegati hanno invitato a partecipare attivamente alla giornata di mobilitazione, ripetendo lo slogan che riassume la drammaticità della situazione: “domani saremo in piazza: senza di noi il servizio non può funzionare“. L’appuntamento fissato a Largo Argentina alle 10.30 del 24 giugno è quindi il momento in cui le proteste di territori come Matera e Potenza confluiranno nella Capitale per chiedere risposte concrete.
La manifestazione ha anche l’obiettivo di sollecitare un confronto con le istituzioni competenti, per ottenere certezze sui contratti in appalto e il riconoscimento del ruolo professionale di chi quotidianamente si occupa delle trascrizioni e delle stenotipie nei procedimenti giudiziari.
In attesa dell’incontro e delle eventuali aperture da parte del Ministero, la giornata del 24 giugno rappresenta una tappa significativa della mobilitazione sindacale, con una presenza lucana decisa a render conto della propria situazione e a chiedere interventi strutturali.



