Sabato 26 settembre 2026, alle ore 9:00, la storica Sala del Refettorio della Certosa di San Lorenzo a Padula ha ospitato la XXIII edizione del Premio internazionale Joe Petrosino. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Internazionale Joe Petrosino ETS e moderata dalla giornalista Lucia Serino, si è svolta sotto l’alto patrocinio del Senato, della Camera dei deputati, del Ministero dell’Interno e della Regione Campania.
Il premio prende il nome dal celebre agente italo-americano Giuseppe “Joe” Petrosino, nato a Padula il 30 agosto 1860, emigrato negli Stati Uniti nel 1873 e poi ucciso a Palermo il 12 marzo 1909 durante una missione contro la Mano Nera. La sua figura è considerata un pioniere nella lotta alla criminalità organizzata e oggi il riconoscimento intende mettere in luce chi, a sua volta, difende la legalità e la giustizia.
I protagonisti premiati
Tra i cinque premi principali, sono stati insigniti Lirio Abbate giornalista d’inchiesta e saggista noto per le sue indagini su Cosa Nostra e le connessioni tra potere e crime; gli Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane sostituti procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, artefici dell’indagine “Hydra” che ha rivelato presunti legami tra le tre grandi mafie lombarde; il Maggiore Ulisse comandante della Sezione CRIMOR del ROS dei carabinieri, responsabile di numerose operazioni investigative contro reti criminali; e Gianfranco Franciosi testimone di giustizia che ha contribuito a far luce su traffici illeciti nonostante le gravi ripercussioni personali.
Le benemerenze
A supporto dei principali premi, sono state conferite cinque benemerenze: la procuratrice Celestina Carrano della Direzione Antimafia di Napoli; il tenente colonnello Gianluigi Marmora dei Carabinieri; il capitano della Guardia di Finanza Luca Patrizi e gli ispettori della Polizia di Stato di Potenza Gianpiero Ricotta e Antonio D’Alvano che il 14 febbraio hanno catturato tre individui dediti a attività predatorie dopo un inseguimento nel Vallo di Diano.
Interventi e messaggi dei protagonisti
Vincenzo Petrizzo presidente dell’associazione, ha ricordato che “Il premio non vuole celebrare ma mettere in evidenza gli esempi di uomini e donne che hanno contribuito alla difesa della legalità e della giustizia”. Ha poi rivolto un appello ai giovani, sottolineando che “la memoria deve diventare educazione, cultura, responsabilità” e che il modo più concreto per onorare Joe è costruire una società rispettosa delle regole.
Il pronipote di Joe, Nino Melito Petrosino ha rievocato aneddoti familiari, enfatizzando l’importanza di trasmettere il valore della memoria storica alle nuove generazioni. Il Cavaliere Michael Lemma ha poi condiviso una riflessione personale sulla giustizia“La speranza non può esistere senza giustizia e viceversa”, aggiungendo che l’esperienza di un coma e di migliaia di prelievi ha accentuato la sua convinzione che “essere giusti significa restituire qualcosa di cui si è stati privati”.
Il Sostituto Procuratore Ferracane ha definito Petrosino un “gigante” caparbio e tenace, capace di alzare gli standard investigativi nonostante i rischi. Allo stesso modo, Lirio Abbate ha puntualizzato che “il giornalismo non emette sentenze, ma accende i riflettori su fatti rilevanti”, evidenziando il ruolo complementare delle indagini giornalistiche rispetto a quelle giudiziarie.
Un contesto simbolico e istituzionale
La scelta della Certosa di San Lorenzo come location non è casuale: il monumento rappresenta un legame tangibile con la nascita di Petrosino, sottolineando il valore del territorio nel custodire la memoria storica. Alla cerimonia hanno partecipato la sindaca di Padula Michela Cimino gli studenti del Liceo Scientifico “Pisacane” e numerose autorità civili e militari, confermando la centralità della comunità nella celebrazione della legalità.
Un messaggio chiaro è emerso: la sfida alle mafie non è confinata al passato, ma richiede costante impegno, educazione e rispetto delle regole da parte di tutti.



