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Odissea sul grande schermo: le diverse interpretazioni del mito di Ulisse

Dall'epica miniserie Rai di Franco Rossi a Christopher Nolan, passando per animazione e cinema muto, scopri le diverse interpretazioni del mito di Ulisse al cinema

Odissea sul grande schermo: le diverse interpretazioni del mito di Ulisse

Il mito di Ulisse ha ispirato innumerevoli opere cinematografiche, ognuna delle quali offre una prospettiva unica sul viaggio dell’eroe. Dalla versione animata per ragazzi a quella più cupa e riflessiva di Christopher Nolan, il racconto dell’Odissea continua a evolversi, adattandosi ai tempi e alle sensibilità del pubblico.

Questo viaggio attraverso le diverse interpretazioni del mito di Ulisse al cinema rivela come i registi abbiano saputo catturare l’essenza del poema omerico, trasformandolo in storie che parlano a generazioni diverse.

Le prime interpretazioni cinematografiche

La prima rappresentazione cinematografica dell’Odissea risale al 1905 con L’île de Calypso di Georges Méliès. Questo cortometraggio di soli quattro minuti unisce due episodi distinti del poema: l’incontro con Calipso e quello con Polifemo. Méliès utilizza trucchi ottici e scenografie fantastiche per condensare l’immaginario omerico in un piccolo spettacolo da fiera artigianale e meraviglioso. Purtroppo, non sembrano essere sopravvissute copie del film, ma restano alcune testimonianze che confermano l’importanza di questa opera pionieristica.

Le versioni animate

Negli anni Novanta, l’Odissea ha trovato spazio anche nel mondo dell’animazione. Mission Odyssey una co-produzione franco-tedesca in 26 episodi, trasforma il viaggio di Ulisse in una serie di avventure per ragazzi. Poseidone scommette con Atena che l’eroe non riuscirà a tornare a Itaca, e puntata dopo puntata gli scaglia contro ciclopi, sirene, centauri e altre creature mitologiche. Tuttavia, l’animazione rigida e il character design datato rendono questa versione meno avvincente di quanto si potrebbe sperare.

Un’altra versione animata, The Animated Odyssey diretta da Valentas Aškinis, ripercorre con una certa fedeltà le tappe principali del poema. Prodotta dallo studio lituano Vilanima, questa opera è stata inizialmente distribuita in Russia nel 1998 e successivamente adattata in una miniserie per HBO. Nonostante la fedeltà al testo originale, l’animazione rigida e i dialoghi macchinosi rendono questa versione meno coinvolgente.

Le interpretazioni moderne

Nel 2026, Uberto Pasolini ha diretto Itaca – Il ritorno un film che si concentra sulla parte più difficile dell’Odissea il ritorno a casa. Ralph Fiennes interpreta un Ulisse trasformato dalla guerra, incapace di riconoscersi nel re, nel marito e nel padre che era stato. Juliette Binoche è una Penelope tutt’altro che immobile, costretta a resistere ai Proci e al fantasma di un uomo che forse non esiste più. Questo film spoglia il mito del fantastico e lo rilegge in chiave crepuscolare come la storia di un reduce tormentato dal senso di colpa.

Un’altra interpretazione moderna è quella di Andrei Konchalovsky, prodotta da Francis Ford Coppola. Questa miniserie in due parti porta Omero nella televisione spettacolare degli anni Novanta. Armand Assante è un Ulisse muscolare e tormentato, circondato da un cast internazionale che include Greta Scacchi, Isabella Rossellini e Christopher Lee. Nonostante l’enfasi e il kitsch degli anni Novanta, la miniserie riesce a restituire al viaggio di Ulisse tutto il piacere infantile del mito.

L’interpretazione di Christopher Nolan

Il nuovo film di Christopher Nolan, Odissea uscito il 16 luglio 2026, ha suscitato numerose polemiche e discussioni. Nolan ha scelto di girare il film interamente in IMAX70mm, una prima volta nella storia del cinema. Il film è stato accolto con critiche contrastanti, con alcuni che lo definiscono fedele all’opera di Omero e altri che lo considerano una reinterpretazione troppo libera.

Michele Anselmi, scrivendo per Cinemonitor, ha sottolineato l’importanza di non cercare una fedeltà assoluta al mito, ma di apprezzare la visione unica di Nolan. Paolo Mereghetti, sul Corriere della Sera, ha elogiato la lettura tragica e cupa del poema omerico, definendola una riflessione avvincente sul peso del dolore e della disperazione. Gianni Canova ha invece evidenziato come Nolan rappresenti il fallimento della razionalità calcolatrice e la scomposizione psicologica dell’eroe classico.

Dalle prime rappresentazioni cinematografiche alle versioni moderne, il mito di Ulisse rimane un racconto senza tempo, capace di parlare a generazioni diverse.

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