La Villa Romana e Tardoantica di San Giovanni di Ruoti torna a respirare dopo mezzo secolo di abbandono. Un sito archeologico di straordinario valore storico, che ha visto la luce grazie alla tenacia di alcuni appassionati, è finalmente al centro di una nuova campagna di scavi. Questo traguardo rappresenta un momento di grande importanza per la valorizzazione del patrimonio culturale e per la comunità locale.
La storia di questo sito affascinante inizia nel 1977, quando il dott. Gerardo Salinardi un appassionato di archeologia e presidente onorario della Soprintendenza, intuì che sotto il suolo di Ruoti si celasse qualcosa di eccezionale. Grazie alla sua caparbietà, vennero avviate le prime ricerche, affidate a un prestigioso gruppo di archeologi dell’University of Alberta in Canada, guidati dai professori Alastair M. Small e Robert J. Buck.
Le prime scoperte e l’abbandono
Le prime campagne di scavo, condotte tra il 1977 e il 1984, rivelarono una complessità strutturale e una ricchezza di reperti inaspettate. Tuttavia, la mancanza di fondi portò alla sospensione delle indagini, lasciando l’area in uno stato di completo abbandono per circa quarant’anni. Fu solo nel 2014 che l’Associazione culturale Recupero tradizioni ruotesi mossa dalla volontà di non rassegnarsi al declino del sito, decise di intervenire.
Con l’aiuto del dott. Giovanni Imbrenda l’associazione riuscì a rintracciare il professor Alastair Small in Scozia, presso l’Università di Edimburgo. L’obiettivo era colmare un grande vuoto scientifico e divulgativo, poiché la quasi totalità delle pubblicazioni sulla villa erano accessibili solo in lingua inglese. Nel 2016, grazie alla sinergia con il prof. Small e con l’archeologo dott. F. Tarlano venne realizzata la prima grande pubblicazione in italiano: La villa Romana e Tardoantica di San Giovanni di Ruoti.
La rinascita del sito archeologico
La pubblicazione del volume divenne l’occasione per una mobilitazione comunitaria senza precedenti. L’associazione organizzò giornate informative, la presentazione ufficiale del volume e un convegno con i massimi esperti del settore. In quell’occasione, l’intera area archeologica venne ripulita, restituendole il decoro che meritava.
Oggi, a quasi cinquant’anni dal primo colpo di piccone, la villa romana torna a vivere grazie a una nuova campagna di scavi inaugurata dal Comune di Ruoti. La campagna di ricerche, promossa dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università della Basilicata in collaborazione con l’Università degli Studi di Macerata e su concessione della Soprintendenza ABAP della Basilicata rappresenta un passo storico. La direzione scientifica è affidata alla professoressa Maria Chiara Monaco con il coordinamento sul campo curato dai professori Fabio Donnici e Yuri Marano.
Il futuro del sito
L’associazione culturale, che da anni vigila e si adopera per la salvaguardia del sito, guarda con immensa fiducia a questa ripartenza. Siamo certi che l’Amministrazione Comunale saprà dare continuità a questo sforzo, programmando una valorizzazione definitiva del patrimonio storico e culturale della villa romana. Un ringraziamento speciale va alle persone che si sono spese senza sosta per il sito archeologico di Ruoti e che purtroppo oggi non sono più tra noi: il dott. Gerardo Salinardi il dott. Giovanni Imbrenda e il direttore del Museo di Muro Lucano Salvatore Pagliuca.



