Il Castello di Melfi ha aperto le sue porte il 17 luglio 2026 per accogliere una mostra di straordinario valore storico e culturale. Salvati. Storia di un sequestro è un progetto espositivo che celebra il recupero di 140 reperti archeologici sottratti illegalmente e ora restituiti all’Italia.
La mostra, promossa dai Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa in collaborazione con il Comando Carabinieri TPC è un tributo alla lotta contro il traffico illecito di beni culturali e alla valorizzazione del patrimonio storico.
Un viaggio attraverso i reperti recuperati
La mostra espone una vasta gamma di reperti, tra cui vasi a figure rossegioielli in ambra e orosculture e un grande mosaico policromo. Questi tesori, strappati ai loro contesti originali, erano stati ridotti a meri oggetti di collezionismo clandestino. Ora, grazie a un complesso lavoro di recupero e restauro, sono finalmente esposti al pubblico.
Il recupero di questi reperti è stato possibile grazie a un lungo e complesso negoziato con la società di diritto inglese Symes Ltd appartenuta al noto trafficante d’arte Robin Symes. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha visto il coinvolgimento dell’Avvocatura Generale dello Stato dell’Ambasciata d’Italia a Londra e dei Dipartimenti del Ministero della Cultura dedicati alla tutela e valorizzazione del patrimonio.
Il ruolo cruciale dei Carabinieri TPC
Un ruolo fondamentale in questa operazione è stato svolto dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale rappresentato alla cerimonia di inaugurazione dal Ten. Col. Paolo Salvatori comandante della Sezione Archeologia del reparto operativo TPC di Roma. La sua presenza ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni per la tutela del patrimonio culturale.
Le sedi della mostra e le personalità coinvolte
La mostra è ospitata in due sedi prestigiose: il Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino” nel Castello di Melfi e il Museo Archeologico Nazionale “Mario Torelli” nel Castello di Venosa. Entrambe le sedi offrono un contesto storico e architettonico di grande suggestione per l’esposizione dei reperti.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato numerose personalità di rilievo, tra cui la Prof. Erminia Lapadula direttrice del museo Archeologico nazionale “Massimo Pallottino” di Melfi, e il Prof. Angelo Bottini primo direttore del museo. La loro presenza ha aggiunto un ulteriore valore simbolico all’evento, creando un ponte tra il passato e il presente.
Altri intervenuti includono la Dott.ssa Lorena Trivigno archeologa e supporto Ales dei musei nazionali di Matera, la Dott.ssa Claudia Lucchese funzionario archeologo del Castello Svevo di Bari, e il Dott. Tommaso Serafini direttore dei Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa.
Un messaggio di legalità e valorizzazione
La mostra Salvati. Storia di un sequestro non è solo un’esposizione di reperti archeologici, ma anche un profondo riflessione sulla legalità e sulla congiunta azione di tutela e valorizzazione del patrimonio. I reperti esposti raccontano una storia di illegalità e recupero, ma anche di speranza e rinascita.
La mostra sarà visitabile fino al 27 settembre 2026 offrendo al pubblico l’opportunità di ammirare questi tesori e di riflettere sul valore del patrimonio culturale. Un evento imperdibile per gli appassionati di storia e archeologia, ma anche per tutti coloro che credono nell’importanza della tutela del nostro patrimonio.



