Negli ultimi anni, il pubblico statunitense ha mostrato una chiara preferenza per i film di durata inferiore ai 90 minuti. Questa tendenza è emersa da una recente indagine che ha coinvolto 2.000 spettatori, evidenziando un cambiamento significativo nelle abitudini di visione.
La ricerca ha rivelato che solo il 10% degli intervistati è entusiasta all’idea di vedere un film della durata di 120 minuti al cinema, mentre questa percentuale scende al 3% per i film di 150 minuti. La durata ideale, secondo la media delle risposte, si attesta a 88 minuti, compresi i titoli di coda.
Le differenze generazionali nella preferenza per la durata dei film
Un’analisi più approfondita dei dati ha mostrato che le preferenze variano notevolmente tra le diverse generazioni. I Baby Boomer sono gli unici a preferire film sopra i 90 minuti, con una durata ideale di 93 minuti. La Generazione X si ferma a 89 minuti, i Millennial a 86 minuti, e la Generazione Z a soli 82 minuti.
Queste differenze suggeriscono che la soglia di attenzione e il tempo disponibile per il cinema diminuiscono con le generazioni più giovani. Tuttavia, l’indagine non ha esplorato le motivazioni dietro questa preferenza, che potrebbero includere la scarsità di tempo libero, la competizione con altre forme di intrattenimento e una ridotta soglia di attenzione.
L’offerta cinematografica e la percezione del pubblico
Nonostante la preferenza del pubblico per film più brevi, l’offerta cinematografica sembra muoversi nella direzione opposta. La durata media dei film è aumentata, con molti titoli che superano le due ore e mezza. Questo fenomeno è stato notato anche dai responsabili dei grandi festival cinematografici, come Alberto Barbera della Mostra d’arte cinematografica di Venezia e Thierry Frémaux del Festival di Cannes.
Barbera ha osservato che la durata standard dei film si è assestata attorno alle due ore e quindici minuti, con alcuni film che si spingono oltre. Questo trend potrebbe essere influenzato dal linguaggio delle serie televisive e dalla tendenza a trasformare ogni film in un evento.
L’offerta cinematografica dell’estate 2026 conferma questa tendenza, con film come Odissea (172 minuti), Spider-Man: Brand New Day (150 minuti) e Disclosure Day di Steven Spielberg (145 minuti). Anche i film d’animazione, come Toy Story 5 (102 minuti), stanno diventando più lunghi rispetto ai loro predecessori.
La percezione della durata dei film
Una ricerca condotta da Stephen Follows ha analizzato oltre 36.000 uscite cinematografiche tra il 1980 e il 2026, rilevando che la percentuale di film sotto i 90 minuti è diminuita dal 13% al 7%. Tuttavia, questa percezione potrebbe essere influenzata dalla sensazione generale che i film siano diventati più lunghi, alimentando l’insofferenza del pubblico e il desiderio di pellicole più brevi.



