La Giunta regionale della Basilicata ha formalizzato un quadro normativo interno dedicato all’adozione e alla governance dell’intelligenza artificiale con la Deliberazione n. 202600346. Il provvedimento include una Direttiva per l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e relative linee guida operative pensate per uniformare pratiche e responsabilità all’interno dell’amministrazione regionale, degli enti strumentali e degli altri soggetti in controllo pubblico.
Con questo passo la Regione introduce strumenti formali per accompagnare l’intero ciclo di vita dei sistemi di IA: dalla progettazione e acquisizione, fino allo sviluppo, all’uso quotidiano e alla dismissione. L’obiettivo è creare un impianto organizzativo che coniughi innovazione, sicurezza e tutela dei diritti fondamentali.
Deliberazione 202600346: struttura e finalità della direttiva
La Deliberazione n. 202600346 adotta una direttiva che si fonda su principi chiari: legalitàtrasparenza e accountability con la centralità della persona e il valore del controllo umano come pilastri per l’utilizzo dei sistemi automatizzati. La direttiva stabilisce inoltre l’integrazione del tema della sicurezza informatica e della protezione dei dati nel processo decisionale riguardante le tecnologie emergenti.
L’impianto regolatorio previsto dalla direttiva è pensato per essere applicabile a tutte le strutture regionali, agli enti strumentali e ai soggetti in controllo pubblico, in modo da creare una linea comune di comportamento e responsabilità, riducendo la frammentazione di approcci e criteri.
Principali obblighi operativi contenuti nelle linee guida
Le linee guida operative allegate alla deliberazione forniscono indicazioni concrete per dirigenti e funzionari su come gestire i progetti di IA nell’amministrazione. Tra gli obblighi emergono la creazione di un sistema di governance dell’IA con ruoli e responsabilità definiti e l’obbligo di effettuare valutazioni preventive dei sistemi prima dell’adozione.
La direttiva introduce la classificazione del rischio dei sistemi secondo l’AI Act e richiede strumenti di tracciabilitàaudit e monitoraggio continuo dei sistemi impiegati. Sono previste anche valutazioni d’impatto dedicate, come la DPIA e la valutazione degli effetti sui diritti fondamentali per misurare e gestire eventuali rischi legati a privacy, discriminazione o sicurezza.
Integrazione con sicurezza informatica e gestione dati
La direttiva richiede l’inserimento dell’IA nei processi di protezione dei dati e nella strategia di sicurezza informatica dell’ente. Questo significa che le soluzioni basate su algoritmi e modelli devono essere valutate anche in termini di esposizione a minacce informatiche e di corretto trattamento dei dati personali.
Obiettivi attesi e misurazione del valore pubblico
Tra le finalità dichiarate della direttiva c’è il miglioramento dell’efficienza e della qualità dei servizi pubblici attraverso l’uso responsabile dell’IA, nonché il supporto ai processi decisionali dell’amministrazione. Il documento individua indicatori e strumenti utili a valutare il valore pubblico generato dall’impiego delle tecnologie, con l’intento di misurare impatti e benefici concreti per i cittadini.
Le linee guida accompagnano i funzionari nella definizione di criteri per la valutazione delle soluzioni proposte, puntando su elementi misurabili come la riduzione dei tempi di servizio, la qualità delle decisioni e la conformità agli obblighi normativi.
La scelta di dotarsi di una direttiva organica nasce dalla volontà di affiancare un percorso di innovazione tecnologica a robuste garanzie istituzionali, in modo che l’adozione dell’IA avvenga con regole uniformi e responsabilità chiare lungo tutta la filiera amministrativa.
“Con l’adozione del provvedimento – conclude Busciolano- la Regione Basilicata definisce un modello organizzativo e regolatorio per l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, orientato a garantire efficacia amministrativa, tutela dei diritti e sicurezza dei dati, nel contesto della trasformazione digitale del settore pubblico”.



