Il 29 settembre è stato un giorno di grande significato per la Polizia di Stato che ha celebrato il proprio patrono, l’arcangelo San Michele con due cerimonie distinti ma collegate dal medesimo spirito di servizio e protezione. Da Bergamo, dove il Vescovo Francesco Beschi ha presieduto una solenne Messa, a Asti, dove il Questore Marina Di Donato ha organizzato un family day aperto a famiglie e cittadinanza, la giornata ha unito fede, riconoscimento professionale e accoglienza dei nuovi agenti.
La Messa di Santa Maria delle Grazie a Bergamo
Presieduta dal Vescovo Francesco Beschi, la celebrazione è avvenuta nella chiesa di Santa Maria Immacolata delle Grazie. Durante l’omelia il Vescovo ha ricordato che «non possiamo dominare le maree del mondo, ma possiamo sradicare il male nei campi che conosciamo», collegando il ruolo dell’arcangelo a quello quotidiano della Polizia di Stato. Il sacerdote ha sottolineato che la sicurezza è una protezione che non può mai essere completa, invitando i presenti a riflettere sul significato di responsabilità comunitaria.
Tra i concelebranti vi erano monsignor Giulio Dellavite, delegato vescovile per le relazioni istituzionali, il diacono Giuseppe Lo Sardo, don Roberto Trussardi della Caritas diocesana e il cappellano della Polizia, don Ilario Tiraboschi. Quest’ultimo ha aperto il rito ricordando che la celebrazione cade a pochi giorni dall’ottavo centenario della morte di San Francesco, chiedendo l’intercessione di entrambi i santi per una pace che vada oltre l’assenza di guerra, includendo il rispetto della dignità di ogni persona.
Presenziali erano anche autorità civili: il prefetto Luca Rotondi, il questore Vincenzo Nicolì, il procuratore Maurizio Romanelli, il presidente del Tribunale Vito Di Vita, e numerosi assessori regionali e comunali. Dopo le letture dal Libro di Daniele, dall’Apocalisse e dal Vangelo di San Giovanni, il Vescovo ha chiesto a tutti di invocare San Michele per proteggere l’umanità da fame, peste e guerra, oggi reinterpretati come insicurezza e instabilità sociale. Il messaggio conclusivo del questore ha ribadito che il santo «ha scelto il bene e ci ispira con il suo messaggio», invitando poliziotti e cittadini a una vita di servizio consapevole.
Il family day di Asti: preghiera, premi e benvenuto ai nuovi agenti
In Piemonte, la celebrazione ha avuto luogo nella Chiesa di San Martino, dove una Messa è stata seguita da un ricco programma in Questura. Il momento di raccoglimento, iniziato nella stessa Questura, è proseguito con la partecipazione di circa cinquanta alunni del coro della scuola primaria Gramsci, che hanno cantato inni dedicati alla protezione e al valore del servizio. Il Questore Marina Di Donato ha poi aperto la fase conclusiva dell’evento, caratterizzata dalla consegna di attestati e medaglie a premiati di lunga esperienza e a nuove leve.
Premi e riconoscimenti ad Asti
Tra i riconosciuti c’è lode per l’assistente c.c. Marcello Abela, l’agente Anna Marengo e gli agenti Mauro Celauro e Marco Troso. Le medaglie di commiato sono state conferite a personale in quiescenza, tra cui il sostituto commissario Eleonora Fanega e l’ispettore Lucia Allegretti. Un pacchetto più ampio di medaglie e croci per anzianità e merito di servizio ha visto la partecipazione di figure come il commissario Antonella Reggio (medaglia d’oro), il vice sovrintendente Gianluca Panicali (medaglia d’argento) e il sovrintendente Claudio Turetta (croce d’oro).
L’evento ha inoltre simbolizzato il passaggio generazionale: i poliziotti in pensione hanno consegnato l’attestato di benvenuto ai nuovi agenti in prova, tra cui Luca Agostino, Giada Bianco Dolino, Loredana Cordì e molti altri. Il gesto è stato descritto come una trasmissione di valori e un invito a proseguire la missione di protezione ispirata da San Michele.
Il family day ha infine permesso ai familiari di partecipare attivamente, creando un’atmosfera di coesione tra la Polizia e la comunità locale. Il Questore ha sottolineato che la presenza dei cari è fondamentale per supportare chi, ogni giorno, affronta sfide operative e rischi concreti, ricordando che la protezione “non è solo assenza di conflitto, ma tutela della dignità di ogni cittadino”.
Le due celebrazioni, pur svolgendosi in contesti differenti, hanno condiviso gli stessi valori fondanti: la fede in San Michele Arcangelo come guardiano contro il male e la volontà di riconoscere l’impegno di chi vive al servizio della sicurezza pubblica. Con preghiere, premi e l’accoglienza di una nuova generazione di agenti, la Polizia di Stato ha riaffermato il proprio legame con la comunità e la propria missione di protezione.



