In Basilicata, il pagamento dell’Imu per il 2026 sta mettendo in luce significative differenze tra i due capoluoghi di provincia, Matera e Potenza. Mentre i cittadini materani si trovano a fronteggiare aliquote più elevate, i potenziani beneficiano di un carico fiscale leggermente più contenuto. Questo divario ha acceso i riflettori su un sistema tributario locale che, secondo la Uil Basilicatanecessita di una profonda riforma.
La scadenza dell’acconto Imu, fissata per il 16 giugno 2026ha reso evidente come la pressione fiscale possa variare sensibilmente a seconda del comune di residenza. Questo fenomeno solleva questioni importanti riguardo all’equità e alla giustizia socialetemi al centro delle critiche del sindacato.
Le differenze tra Matera e Potenza
Per una seconda casa di tipo standardi residenti di Matera devono versare un acconto di 326 eurocon un costo annuo complessivo di 653 euro. A Potenza, invece, l’acconto è di 303 europer un totale annuo di 606 euro. La differenza si fa ancora più marcata per le abitazioni principali di lusso, categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
Nella Città dei Sassil’acconto per queste abitazioni è di 380 eurocon una spesa annuale di 760 euro. A Potenza, l’acconto si ferma a 279 europer un totale di 559 euro all’anno. Questi dati, emersi da uno studio del Dipartimento Stato Sociale della Uilevidenziano un divario che il sindacato considera inaccettabile.
Il caso dei garage
Anche per i garage, le differenze sono significative. A Matera, l’acconto Imu per un garage è di 33 euromentre a Potenza il costo è leggermente inferiore. Questi esempi concreti dimostrano come il sistema fiscale attuale possa generare disparità tra cittadini che possiedono beni immobili di valore equivalente.
Le critiche della Uil Basilicata
Il segretario generale della Uil BasilicataVincenzo Tortorelliha commentato questi dati sottolineando come il sistema dell’imposizione immobiliare presenti forti elementi di disomogeneità. Pur comprendendo le difficoltà finanziarie dei comuni e la necessità di garantire servizi essenziali, Tortorelli ha rimarcato che il peso fiscale non può continuare a ricadere in modo sproporzionato su famiglie, lavoratori e pensionati.
Secondo la Uil, la radice di queste distorsioni risiede in un sistema catastale obsoleto e non più rispondente alle dinamiche di mercato. Questo porta a situazioni paradossali in cui immobili storici situati in aree ad altissimo valore commerciale beneficiano di rendite catastali irrisorie, mentre abitazioni di periferia o in contesti meno pregiati sono penalizzate da stime catastali sproporzionate.
La richiesta di riforma
Il segretario confederale nazionale Santo Biondo ha ricordato che l’Imu colpisce spesso fasce sociali vulnerabili e non solo i grandi patrimoni. Per questo, la Uil chiede una riforma strutturale ispirata al principio costituzionale della progressivitàche riduca le tasse sui redditi da lavoro e da pensione, contrasti efficacemente l’evasione e provveda all’aggiornamento dei valori catastali.
L’obiettivo finale, come conclude Tortorelli, deve essere la costruzione di un fisco più giusto, che assicuri risorse ai comuni per l’assistenza e lo sviluppo senza soffocare i contribuenti. Una riforma che rinsaldi il patto di fiducia tra istituzioni e cittadini, favorendo la crescita sociale della Basilicata.



