13 Giugno 2026 ☀ 23°

Natuzzi annuncia piano da 12 mesi con sospensione di Iesce 2 e fermo di altri stabilimenti

Natuzzi ha avviato una procedura di composizione negoziata della crisi per 12 mesi, con sospensioni e fermi di stabilimenti a partire dal secondo semestre del 2026, spostamenti di una parte della produzione in Romania e un piano di incentivazione per un massimo di 120 esodi volontari.

Natuzzi annuncia piano da 12 mesi con sospensione di Iesce 2 e fermo di altri stabilimenti

Natuzzi ha comunicato l’apertura di una procedura di composizione negoziata della crisi della durata di 12 mesiaccompagnata da una rimodulazione dell’attività produttiva sul territorio italiano. Nel piano presentato durante l’incontro convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italyguidato da Adolfo Ursol’azienda ha previsto la concentrazione delle produzioni in due stabilimenti e la sospensione temporanea delle attività in altri siti a partire dal secondo semestre del 2026.

Sospensioni degli impianti e riallocazione di volumi

Nel dettaglio, la strategia annunciata contempla la sospensione delle attività presso lo stabilimento Iesce 2 e il fermo temporaneo degli impianti di Graviscella e PS Santeramocon effetti operativi fissati a partire dal secondo semestre del 2026. L’azienda ha motivato la scelta come necessaria per adeguare il footprint produttivo ai volumi di mercato attuali, ridotti rispetto al passato.

Una quota limitata della produzione verrà temporaneamente trasferita nello stabilimento rumeno del gruppo. Questa misura è presentata come una soluzione per mantenere certe linee operative che hanno margini compromessi senza interrompere del tutto la produzione. Contestualmente, l’azienda indica l’obiettivo strategico di arrivare, superata la fase emergenziale, a un assetto produttivo per il Polo Italia composto da 4 stabilimenti.

Impatto sui volumi e risultati economici

I numeri alla base della riorganizzazione sono chiaramente indicati: il fatturato registrato è stato pari a 298,8 milioni di eurouna diminuzione del 27,3% rispetto ai 410,8 milioni. Le perdite operative, secondo i dati presentati, sono raddoppiate negli ultimi tre anni, raggiungendo i 19,4 milioni nel 2026. L’azienda ha collegato la contrazione dei ricavi anche all’introduzione di dazi sulle esportazioni verso il mercato nordamericano e alla riduzione della domanda in mercati strategici come gli Usa e la Cina.

Misure sul personale e risorse stanziate

Sul fronte occupazionale, Natuzzi ha previsto un programma di incentivazione all’esodo volontariorivolto a un massimo di 120 dipendenti. Per questa finalità l’azienda ha stanziato 6 milioni di euro. La misura è pensata per alleggerire l’organico già nel corso del 2026in linea con la nuova configurazione produttiva.

L’obiettivo dichiarato dall’azienda è il risanamento della posizione finanziaria e il ripristino di un equilibrio economico-operativo sostenibile, attraverso la procedura negoziata e il piano di ristrutturazione illustrato al ministero.

Ruolo delle istituzioni e calendario degli incontri

Alla riunione presso il ministero ha partecipato il ministro Adolfo Ursoche ha definito l’incontro come un primo passo concreto per accompagnare il gruppo nella composizione negoziata della crisi, sottolineando la necessità di un’intesa rapida tra le parti e l’utilizzo dell’anno previsto dalla procedura per affrontare criticità che si trascinano da anni. È prevista la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra istituzioni e parti sociali entro un calendario concordato che include un nuovo incontro fissato per il 24 giugno.

Posizioni della Regione Puglia e delle organizzazioni sindacali

L’assessore regionale allo Sviluppo economico e lavoro, Eugenio Di Sciascioinsieme al presidente della Task Force regionale OccupazioneLeo Caroliha partecipato al confronto istituzionale, richiedendo all’azienda un progetto credibile e sostenibile che vada oltre i dodici mesi della procedura e assicuri continuità produttiva e tutela dei lavoratori. Le istituzioni intendono arrivare all’appuntamento del 24 giugno con una proposta di protocollo pronta per il negoziato.

Dalla parte sindacale, la Fillea Cgil Puglia ha espresso contrarietà rispetto a chiusure e delocalizzazioni, condizionando la possibilità di un accordo a un cambio di rotta da parte dell’azienda. Il sindacato ha criticato la mancanza, a suo avviso, di un vero piano industriale sul tavolo, rilevando un’impostazione centrata soprattutto sulle misure di risanamento economico-finanziario e non sufficiente a garantire prospettive occupazionali e investimenti per il distretto del mobile imbottito.

La procedura di composizione negoziata durerà 12 mesi e nei prossimi giorni le parti saranno chiamate a definire contenuti e impegni concreti per provare a salvaguardare l’azienda e i posti di lavoro sul territorio. I prossimi giorni saranno determinantiha osservato la Regione, nell’auspicio di trovare convergenze operative prima della pausa estiva.

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