29 ottobre 2026 ☁ 11°

Basilicata avanza nella riduzione delle liste d’attesa, dati 2026

La Basilicata registra miglioramenti nelle visite e negli esami, ma la sfida delle rinunce resta al centro dell’attenzione.

Basilicata avanza nella riduzione delle liste d’attesa, dati 2026

Nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2026 la Regione basilicata ha pubblicato un nuovo set di statistiche sanitarie basate sul Bolletino Agenas. I risultati, elaborati dalla Fondazione Gimbe, indicano una crescita misurabile nelle prime visite e negli esami diagnostici, ma evidenziano anche aree dove le difficoltà permangono.

Il responsabile della salute regionale, Cosimo Latronico, ha sottolineato che i numeri non rappresentano solo una serie di percentuali, ma la concreta risposta di un sistema che sta cercando di ridurre le liste d’attesa e di migliorare l’appropriatezza prescrittiva. Il confronto con lo stesso arco temporale del 2025 è fondamentale per capire se le politiche adottate stanno realmente producendo effetti tangibili.

Miglioramento delle prime visite e degli esami diagnostici

Nel 2026 le prime visite entro i tempi standard sono aumentate di 5 punti percentuali rispetto al 2025, passando dal 73,1% al 78,1%. Parallelamente, la percentuale di esami diagnostici effettuati entro il limite previsto è cresciuta di 3,3 punti, raggiungendo l’85,6% rispetto all’82,3% dell’anno precedente. Questi incrementi, seppur modesti, indicano che le misure di programmazione e la gestione delle risorse sanitarie stanno iniziando a dare i loro frutti.

Dettaglio della crescita nei primi nove mesi del 2026

Il dato più significativo riguarda la quota di appuntamenti effettuati entro i tempi di garanzia. Per le visite di pronto accesso la percentuale è passata dal 76,9% al 78,6%; per gli esami, dall’83,3% all’85,0%. L’aumento, però, è per lo più dovuto all’incremento complessivo dei volumi di prenotazioni: 2 milioni di appuntamenti in più sono stati registrati nel 2026, di cui solo il 18,5% deriva da un reale miglioramento della tempestività, mentre l’81,5% è legato alla crescita della domanda.

Classe di priorità P: un risultato sopra la media nazionale

Uno degli indicatori più virtuosi riguarda la classe di priorità “P”, che garantisce l’erogazione di prestazioni programmabili entro 120 giorni. In Basilicata il 39,1% delle prime visite è stato assegnato a questa classe, superando di gran lunga la media italiana del 34,9% e confermando una migliore gestione delle priorità cliniche. Latronico ha definito questo risultato “un indicatore che conferma una cresciuta appropriatezza prescrittiva e una migliore presa in carico del cittadino”.

Rinuncia alle prestazioni: la criticità più pressante

Nonostante i progressi, il dato relativo alle rinunce alle prestazioni sanitarie rimane preoccupante: nel 2025 il 11,4% dei lucani ha rinunciato a una visita o a un esame di cui aveva bisogno, contro una media nazionale del 9,6%. Questo fenomeno è attribuito a ostacoli di natura logistica, organizzativa ed econo-sociale. L’assessore ha dichiarato che “garantire il diritto alla salute significa far sì che nessun cittadino sia costretto a rinunciare alle cure per motivi di distanza, organizzazione o costi”.

Il prossimo passo della regione consiste nel potenziare ulteriormente le risorse, ottimizzare l’offerta e rendere disponibili i dati in formato aperto per una maggiore trasparenza. L’obiettivo dichiarato è trasformare i risultati attuali in un punto di partenza per una sanità più equa, efficiente e vicina alle persone nella regione Basilicata.

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