Nel panorama educativo italiano si registrano due eventi distinti ma collegati dal nome “Tito Livio“: a Padova nasce un nuovo percorso di Liceo Classico Europeo, mentre a Milano gli studenti occupano la loro sede per chiedere cambiamenti strutturali. Entrambe le iniziative evidenziano una tensione tra tradizione umanistica e richieste di modernizzazione.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha autorizzato dal 2027/2028 l’avvio dell’indirizzo European Classical presso il Liceo Tito Livio di Padova. Il dirigente Luca Piccolo lo definisce una “grande soddisfazione” e una responsabilità che apre la scuola all’Europa, alle lingue e al confronto culturale. Il nuovo percorso prevede un corretto equilibrio tra studi classici, approfondimento linguistico e progetti internazionali, senza abbandonare le solide basi umanistiche che hanno sempre contraddistinto l’istituto.
Liceo classico europeo approvato a Padova
Il provvedimento è stato accolto con entusiasmo dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, rappresentato dal direttore generale Marco Bussetti. Il supporto dell’ente territoriale e dell’Ambito Territoriale di Padova ha consentito di superare le fasi burocratiche e di definire il piano di studi. Secondo il presidente della Provincia, Daniele Canella, l’introduzione di questo indirizzo arricchisce l’offerta formativa per gli studenti padovani e conferma la provincia come “laboratorio di innovazione educativa”.
Rilevanza per la provincia
Canella ha sottolineato che la decisione valorizza la sinergia tra la scuola e le istituzioni locali, creando nuove opportunità per le famiglie. L’ubicazione del liceo all’interno del complesso di Santo Stefano, sede anche della Provincia, permette una stretta collaborazione con gli organi di governo e offre spazi adeguati per attività internazionali e progetti di scambio.
Occupazione del liceo Tito Livio a Milano
Nel frattempo, a Milano, gli alunni del Liceo Tito Livio hanno intrapreso un’occupazione del piano terra del edificio, iniziata il 27 ottobre e proseguita il 28 con l’accordo della preside Alessandra Condito. L’accordo prevede che chi desidera partecipare alle lezioni continui a frequentare regolarmente, mentre i ragazzi impegnati nell’occupazione prendono parte a assemblee e dibattiti organizzati nello spazio occupato. Docenti e dirigente sono presenti in sede per garantire il regolare svolgimento delle attività scolastiche.
Domande e richieste degli studenti
La rappresentante d’istituto, Sara Fusetti, ha spiegato che la protesta va oltre le singole criticità del liceo: gli alunni riconoscono la buona dotazione infrastrutturale della scuola, ma denunciano problemi sistemici, tra cui il malessere psicologico degli studenti e l’assenza di un programma strutturato di educazione sessuale. Tra gli ospiti delle assemblee vi è stato anche il candidato sindaco di Milano, Lorenzo Pacini, che ha contribuito al dibattito su temi di attualità.
Fusetti ha evidenziato che l’occupazione è stata “democratizzata” grazie al compromesso raggiunto con la preside, mantenendo il valore politico della protesta senza interrompere le attività didattiche. Gli studenti hanno definito la loro azione come parte di un movimento più ampio, che coinvolge istituti da Nord a Sud, e hanno previsto un “anno caldo” di mobilitazioni.
Mentre Padova celebra l’inserimento di un indirizzo d’eccellenza che punta a livello europeo, Milano vive una fase di contestazione che mette in luce le tensioni tra privilegi infrastrutturali e richieste di riforma educativa. Entrambe le vicende mostrano come il nome “Tito Livio” continui a essere simbolo di cambiamento e di dialogo tra tradizione e innovazione.



