Nel pomeriggio precedente il Consiglio dei Ministri, chiamato a dare il via libera alla manovra finanziaria per il 2027, è emersa una proposta di Forza Italia che prevede l’introduzione di una card sanitaria dal valore compreso tra 300 e 500 euro, destinata agli over 75 a basso reddito per coprire le spese non incluse nel Servizio Sanitario Nazionale. La misura è stata subito oggetto di contestazione da parte del capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata, Giovanni Vizziello, che ne ha definito il contenuto insufficiente a fronte di problemi strutturali più gravi.
La proposta di Forza Italia: una card da 300-500 euro per gli over 75
Secondo il documento presentato dal partito, la card sanitaria dovrebbe essere erogata a coloro che hanno superato i 75 anni e che vivono con un reddito basso. Il valore previsto, oscillante tra 300 e 500 euro, sarebbe destinato al pagamento di protesi, dentiere, visite specialistiche ed esami non coperti dal Sistema Sanitario Nazionale. L’idea, presentata come risposta rapida a esigenze finanziarie immediate, si inserisce in una più ampia strategia di maquillage del bilancio sanitario, secondo le parole di Vizziello.
Destinazione dei fondi e limiti della misura
Il piano prevede che la somma venga versata direttamente nelle tasche dei beneficiari, i quali dovranno poi sostenere i costi sanitari residui. Tuttavia, la sanità pubblica sta attraversando una crisi profonda: l’inflazione erode rapidamente il potere d’acquisto di 300-500 euro, rendendo difficile una copertura efficace delle spese sanitarie. Inoltre, la proposta non specifica meccanismi di controllo o di verifica sull’uso dei fondi, lasciando aperta la possibilità di sprechi o utilizzo improprio.
I dati che evidenziano la crisi della sanità pubblica
Nel corso dell’ultimo anno, 5 milioni e 800 mila italiani hanno rinunciato a cure mediche a causa di liste d’attesa troppo lunghe. Le famiglie hanno sostenuto, in totale, 46 miliardi di euro di spese private per accedere a prestazioni sanitarie. Inoltre, mancano più di 20 mila medici e almeno 65 mila infermieri, un vuoto che penalizza soprattutto le regioni più svantaggiate, come la Basilicata, i cui bilanci sono ormai in rosso profondo. Questi dati sottolineano come una semplice card non sia in grado di risolvere le carenze strutturali del sistema.
Le critiche di Giovanni Vizziello e il monito del Presidente Mattarella
Giovanni Vizziello ha definito la misura una “operazione di maquillage” e ha avvertito che, se adottata, accelererebbe il passaggio di risorse dalla sanità pubblica a quella privata. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ribadito al Festival delle Regioni a Firenze l’importanza del Servizio Sanitario Nazionale come patrimonio universale da tutelare e potenziare. Vizziello ha quindi chiesto al Governo Meloni di concentrare gli sforzi su investimenti strutturali, soprattutto per il personale medico e infermieristico, piuttosto che su bonus temporanei che rischiano di evaporare con l’inflazione.



