Il 26 ottobre 2026, a Potenza, il leader di Azione Carlo Calenda ha avanzato una proposta ancora priva di testo normativo: una ‘gas release’ dedicata esclusivamente alla Basilicata. L’obiettivo dichiarato è duplice – incentivare gli investimenti industriali nella regione e ridurre il prezzo dell’energia per famiglie e imprese. L’iniziativa è stata discussa insieme al presidente del Consiglio regionale, Marcello Pittella, e ai segretari delle tre grandi confederazioni sindacali – CGIL, CISL e UIL – evidenziando l’interesse di tutti gli attori economici locali.
La proposta di ‘gas release’: struttura e ambizioni
Secondo Calenda, la norma dovrebbe prevedere una quota di gas e petrolio destinata a progetti industriali in Basilicata, con la possibilità di riconsiderare anche investimenti di raffinazione, una risorsa scarsa in Europa. La ‘gas release’ si ispira a un meccanismo introdotto a livello nazionale (articolo 16 del decreto-legge 17/), che assegna contratti di approvvigionamento a lungo termine a imprese selezionate, con una parte riservata alle piccole e medie imprese. Per la Basilicata, la variante regionale dovrebbe definire quantità, prezzo, beneficiari e durata, garantendo trasparenza e controlli anti-rivendita.
Il collegamento con la normativa nazionale
Il testo affidava al Gruppo GSE la gestione di contratti fino a dieci anni, con revisione a mezzo percorso e un terzo delle forniture riservato alle PMI. Qualora la Basilicata volesse una sua versione, sarebbe necessario un nuovo atto legislativo che attribuisca compiti al GSE, al Ministero dell’Energia e a ARERA, definendo chi verifica i consumi regionali e quali sanzioni intervenire in caso di inadempienza.
Forza Italia e la questione IRES: un appello alle casse regionali
Il consigliere regionale di Forza Italia, Gianuario Aliandro, ha accolto l’iniziativa di Calenda definendola un “spunto da approfondire”. Aliandro ha sottolineato la necessità di una partecipazione della Regione al gettito IRES generato dal settore energetico, chiedendo al governo nazionale di valutare una ridistribuzione più equa. Secondo il consigliere, le risorse derivanti dall’IRES dovrebbero servire a diminuire il costo dell’energia per le famiglie e per le imprese, oltre a finanziare infrastrutture critiche – nuovi collegamenti stradali e ferroviari, reti idriche e digitali più performanti – per colmare il divario infrastrutturale della Basilicata.
Aliandro ha inoltre rimarcato l’importanza strategica della regione, citando “Val d’Agri” e Tempa Rossa come realtà fondamentali per il fabbisogno energetico nazionale. Per questo, una quota più consistente della ricchezza prodotta localmente dovrebbe tradursi in crescita occupazionale, servizi migliori e una più ampia capacità di attrarre capitali.
Stellantis Melfi: i dati preoccupanti e il rischio di chiusura
Durante lo stesso incontro, Calenda ha dedicato attenzione allo stabilimento Stellantis di Melfi. Secondo le sue parole, la produzione si mantiene a “un quarto, un quinto” dei livelli raggiunti sotto la guida di Marchionne su un modello Jeep, mentre il resto delle capacità è inattivo. Questa diminuzione, definita “fuori controllo” sia dalla destra che dalla sinistra, alimenta timori concreti di chiusura graduale, anche senza licenziamenti di massa. Calenda ha ricordato che la questione è al centro del suo impegno da quattro anni, avvertendo che senza interventi decisivi gli impianti rischiano di cessare le attività.
Nel contesto della ‘gas release’, un approvvigionamento più conveniente di gas potrebbe rappresentare un volano per la rilocalizzazione della produzione o per la realizzazione di nuovi impianti di raffinazione, contribuendo a invertire il trend decrescente di Melfi. Tuttavia, la riuscita dipenderà dalla rapidità con cui verrà approvata la normativa, poiché i contratti di fornitura energeticaconcludono con mesi di preavviso e le imprese pianificano la produzione sulla base di accordi già stipulati.



