Il 23 ottobre, alle ore 11, le segreterie regionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UIL-FPC e UGL Telecomunicazioni si sono riunite con la direzione di CallMat per chiarire le ultime notizie sulla possibile chiusura del sito materano. L’incontro, richiesto dalle organizzazioni sindacali, ha confermato che TIM intende garantire la prosecuzione delle attività almeno per il primo semestre del 2027, evitando così la procedura di licenziamento collettivo precedentemente prospettata.
Proroga confermata il 23 ottobre: fine dei licenziamenti e cessazione dei contratti di solidarietà
Durante la riunione è stato annunciato che, a partire dal 1° novembre, cesserà il ricorso ai contratti di solidarietà, permettendo il superamento dell’attuale regime di riduzione dell’orario di lavoro. La decisione elimina l’ultima minaccia di licenziamento collettivo, un risultato che le organizzazioni sindacali hanno definito “un importante passo” ottenuto grazie alla mobilitazione dei lavoratori.
Richieste di smart working e maggiore flessibilità contrattuale
I rappresentanti sindacali hanno colto l’occasione per avanzare richieste specifiche: il ripristino dello smart working per mitigare gli alti costi del carburante e gli spostamenti quotidiani, nonché una maggiore flessibilità nella gestione dei turni e dei permessi. Tali misure, secondo i sindacati, dovrebbero alleviare le difficoltà dei 350 dipendenti di CallMat e migliorare la conciliazione tra vita privata e lavoro.
Intervento del ministro Urso: nuovi volumi di attività per sostenere l’occupazione
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato l’Amministratore Delegato di TIM, Pietro Labriola, presso la sede del MIMIT. In quell’occasione è stata ottenuta la disponibilità di TIM ad assegnare nuovi volumi di attività al sito di Matera per i prossimi mesi, con l’obiettivo di favorire il rientro dei dipendenti dalla cassa integrazione e di evitare licenziamenti. L’iniziativa è vista come un primo passo verso una soluzione strutturale, ma le organizzazioni sindacali sottolineano che è necessaria una visione a medio-lungo termine.
Tavolo regionale e nazionale: la chiave per una risposta duratura
Dopo l’incontro, il Ministro Urso ha telefonato al Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha promesso la convocazione di un tavolo regionale con azienda e sindacati. Parallelamente, è già programmato un tavolo nazionale presso il MIMIT per il 12 novembre, al quale parteciperanno anche la Ministra del Lavoro Marina Calderone. Il tavolo avrà una sessione dedicata alla vertenza CallMat, perché la crisi del settore CRM-BPO richiede interventi urgenti e coordinati.
Prospettive future: oltre la proroga temporanea
I sindacati hanno ribadito che la proroga annunciata da TIM non costituisce una soluzione definitiva. La necessità urgente è un piano industriale pluriennale che garantisca la continuità occupazionale dei 350 lavoratori di CallMat, evitando ulteriori accordi ponte che risolvono solo momentaneamente la crisi. La prossima azione di protesta è prevista per l’11 novembre, giorno dello sciopero nazionale del settore CRM-BPO, durante il quale sarà organizzata una mobilitazione sul territorio materano.
La proroga di TIM rappresenta un segnale positivo, ma la sfida rimane aperta: trasformare il guadagno di tempo in garanzie occupazionali certe e costruire un futuro stabile per tutti i dipendenti di CallMat.



