Nel cuore dell’estate campana, la regione ha ospitato due eventi che hanno focalizzato l’attenzione sui tumori pediatrici. Da una parte, il Centro Trasfusionale dell’ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia ha aperto le sue porte a chi ha voluto offrire una donazione di sangue. Dall’altra, il celebre Tempio di Nettuno a Paestum si è trasformato in un faro dorato, simbolo di speranza per i bambini e le loro famiglie.
Le due giornate di donazione di sangue si sono svolte il 20 e il 27 settembre, organizzate dall’associazione Arcoldeno Marco Iagulli ODV nell’ambito della campagna nazionale Settembre d’Oro. Il programma, intitolato «Ti voglio una sacca di bene», è stato promosso dalla FIAGOP – Federazione Italiana Associazioni Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica – con l’obiettivo di contrastare la crisi delle scorte ematiche e di racchiudere in un gesto semplice il sostegno ai piccoli pazienti.
Le due giornate di donazione a Battipaglia
Il primo appuntamento, il 20 settembre, è stato realizzato in collaborazione con l’organizzazione Fratres, mentre il 27 le mani si sono unite a quelle dell’AVIS Comunale Battipaglia ODV. Entrambe le iniziative hanno attirato nuovi donatori, contribuendo a colmare la carenza di sangue che grava su reparti di oncoematologia pediatrica, dove la disponibilità di piastrine e plasma è cruciale durante le terapie intensive. Settembre d’Oro ha così trasformato due domeniche in momenti di solidarietà concreta.
«Ringraziamo Fratres e AVIS Battipaglia per aver condiviso con noi queste due giornate, e ogni persona che ha risposto all’invito a donare», ha dichiarato Tiziana Iervolino, presidente di Arcobaleno Marco Iagulli ODV. «La carenza di sangue riguarda tutti. Siamo felici di aver dato il nostro contributo, insieme a chi lavora ogni giorno per la donazione. ‘Ti voglio una sacca di bene’ è un modo semplice per dire ai bambini e alle loro famiglie che ci siamo con un gesto concreto».
L’illuminazione dorata del Tempio di Nettuno a Paestum
Parallelamente, dal 21 al 28 settembre, il Tempio di Nettuno – uno dei monumenti più iconici del patrimonio archeologico di Paestum – è stato avvolto in una luce dorata. L’iniziativa, battezzata «Accendi d’Oro, Accendi la Speranza 2026», è stata promossa dalla FIAGOP e sostenuta localmente da Arcobaleno Marco Iagulli ODV. L’evento rientra nella più ampia campagna internazionale di sensibilizzazione sui tumori infantili, che vede 33 associazioni aderenti a livello nazionale accendere monumenti simbolici per richiamare l’attenzione sulla patologia.
Secondo i dati più recenti, in Italia circa 2.500 bambini e adolescenti ricevono ogni anno una diagnosi di tumore. Grazie ai progressi della ricerca, l’80 % di loro supera la malattia, ma la necessità di nuove terapie rimane pressante per i casi più complessi. Come ha osservato la stessa Tiziana Iervolino, «vedere il Tempio di Nettuno illuminato d’oro significa portare davanti agli occhi di tutti i bambini e i ragazzi che affrontano una malattia oncologica, insieme alle loro famiglie». Il bagliore dorato vuole essere un invito a mantenere alta l’attenzione, anche dopo lo spegnimento degli effetti luminosi.
L’interconnessione tra le due iniziative dimostra come la solidarietà possa assumere forme diverse: dal gesto fisico della donazione di sangue al simbolismo di un monumento che si tinge d’oro. In entrambe le realtà, la fine comune è la stessa – offrire speranza e sostegno a chi combatte i tumori pediatrici. La collaborazione tra enti, associazioni di volontariato e istituzioni sanitarie ha dimostrato che, anche in un periodo di carenza di risorse, la comunità è pronta a reagire con prontezza e determinazione.
Il messaggio rimane chiaro: la lotta contro i tumori infantili richiede non solo ricerca scientifica, ma anche un impegno quotidiano della società. Che si tratti di una sacca di sangue donata in una domenica di settembre o di una luce dorata che avvolge un antico tempio, ogni azione contribuisce a creare un futuro dove più bambini possano guarire e vivere pienamente.



