28 Settembre 2026 ☀ 15°

Metz, il Papa avverte sull’uomo e lo Stato: fine al riarmo, inizio al dialogo

Il Pontefice avverte che le relazioni tra Nazioni stanno diventando sempre più barbare e esorta l’Europa a scegliere la pace, il dialogo e l’accoglienza dei migranti.

Metz, il Papa avverte sull’uomo e lo Stato: fine al riarmo, inizio al dialogo

Il 28 settembre 2026 il Pontefice, nella sua ultima tappa francese, si è presentato a Metz – crocevia storico tra la cultura francese e quella tedesca – L’evento, intitolato Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità si è svolto presso il Centro Congressi Robert Schuman simbolo della nascita dell’Unione europea, e ha riunito vescovi, rappresentanti politici e circa 35.000 fedeli.

Discorso al centro Robert Schuman: pace, dialogo e critica al riarmo

Dal podio affiancato dal presidente Emmanuel Macron e dal cardinale Jean-Marc Aveline, il Papa ha denunciato “l’inutile strage” che quotidianamente mietere vittime civili, definendola una nuova inutile strage alla luce delle parole di Benedetto XV. Ha invitato a un dialogo paziente al coraggio nella negoziazione e a sacrificare posizioni per il bene superiore della pace. Il Pontefice ha avvertito gli ascoltatori di difendersi dall’illusione del riarmo definendola una scusa ricorrente dei governi per aumentare le spese militari.

Il concetto di “sforzi creativi” per la pace

Secondo il Papa, promuovere la pace non è semplicemente arginare l’emorragia della guerra ma realizzare sforzi creativi che impediscano al conflitto di diventare una soluzione percettibile. Ha riportato le parole di Robert Schuman: «l’Europa deve preferire il dialogo alle armi, condividendo risorse affinché ogni guerra diventi materialmente impossibile». Il messaggio è stato rafforzato dall’enfasi sul diritto internazionale e sul multilateralismo come “il miglior antidoto alla volontà di dominio”.

Messa nella cattedrale di Saint-Étienne: simboli di un’Europa cristiana

Nel pomeriggio, il Pontefice ha presieduto la Messa nella cattedrale di Saint-Étienne de Metz con la partecipazione di circa 35.000 fedeli. Durante l’omelia, ha ribadito che “non si può parlare di Europa senza cristianesimo”, citando Robert Schuman e Alcide De Gasperi per sottolineare il retaggio comune basato su valori cristiani di dignità, uguaglianza e solidarietà. Ha paragonato la costruzione di una “casa” – simbolo della pace – a un vero lavoro di cantiere, richiedente uno sforzo condiviso da parte di tutti gli abitanti del continente.

Accoglienza dei migranti come espressione di carità

Il Papa ha posto al centro della sua attenzione la dignità dei migranti, affermando che “la dignità umana necessita di vie legali e sicure”. Ha esortato l’Europa a integrare chi fugge da guerre e povertà come se fossero parte di una famiglia, offrendo la possibilità di sviluppare talenti e partecipare attivamente alla vita sociale. Il messaggio è stato una chiamata a una solidarietà concreta dove nessuno si senta abbandonato.

Reazioni politiche: Emmanuel Macron e la promessa di un’Europa di pace

Nel suo intervento, il presidente francese ha sottolineato che “l’Europa non deve cedere ai nazionalismi” e ha presentato un progetto volto a garantire la sovranità tecnologica e la sicurezza dei dati europei. Ha citato Schuman, De Gasperi e Konrad Adenauer come modelli di una Europa capace di agire come “Potenza di pace, democrazia e riconciliazione”. Il discorso ha inoltre evidenziato l’importanza di coniugare crescita economica e giustizia sociale mirando a una neutralità carbonica entro il 2050.

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