Il Ape Sociale è l’anticipo pensionistico destinato a categorie di lavoratori svantaggiati, finanziato interamente dall’Inps. Dopo diversi proroghe, la misura resta in vigore fino al 30 novembre 2024 data ultima per presentare la domanda di certificazione dei requisiti. Chi intende usufruire dell’indennità deve controllare attentamente le proprie condizioni anagrafiche, contributive e reddituali, perché l’erogazione dipende anche dalla disponibilità di fondi stanziati per l’anno corrente.
Calendario e finestre di presentazione
L’Inps ha definito un calendario a tre tappe per l’invio delle domande. La prima finestra si chiude a marzo, la seconda a luglio e la terza, ultima per l’anno, è fissata al 30 novembre. Le richieste presentate entro questa ultima scadenza vengono valutate con una clausola di riserva: l’assegno sarà erogato solo se, dopo aver soddisfatto le domande delle prime due finestre, rimangono risorse finanziarie sufficienti.
Le tre scadenze dell’anno
Le date operative sono:
- 31 marzo – risposta entro 30 giugno;
- 15 luglio – risposta entro 15 ottobre;
- 30 novembre – risposta entro 31 dicembre.
Presentare la domanda entro il 30 novembre è fondamentale per non perdere il diritto, anche se l’effettiva decorrenza dell’assegno potrà avvenire nell’anno successivo.
Chi può accedere: requisiti anagrafici e contributivi
Il requisito di base è l’età minima di 63 anni e 5 mesi. Oltre a questo, occorrono specifici percorsi contributivi a seconda della categoria di appartenenza:
Disoccupati, caregiver, invalidi e lavoratori gravosi
• Disoccupati e caregiver (assistenti familiari di persone con disabilità grave): 30 anni di contributi.
• Lavoratori in mansioni usuranti o gravose 36 anni di versamenti.
• Operai edili e ceramisti: 32 anni di contribuzione.
• Invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa ≥ 74%: 30 anni di contributi.
Le donne lavoratrici madri beneficiano di uno sconto di un anno di contributi per ciascun figlio fino a due anni, riducendo così il requisito contributivo richiesto.
Procedura di domanda e criteri di erogazione
Il percorso di richiesta si articola in due fasi, entrambe gestite telematicamente attraverso il portale Inps con credenziali SPID, CIE o CNS, oppure con il supporto gratuito dei patronati.
Passo 1: certificazione dei requisiti
In questa prima fase occorre allegare:
- Verbali di invalidità civile ≥ 74% o certificati della Legge 104 per i caregiver;
- Documentazione di cessazione della Naspi per i disoccupati;
- Attestazioni del datore di lavoro che descrivono le mansioni gravose svolte.
L’Inps verifica la documentazione e, qualora i requisiti siano soddisfatti e vi siano fondi disponibili, invia una lettera di accoglimento con la data di inizio dell’assegno.
Passo 2: richiesta di liquidazione
Una volta ottenuta la certificazione, il richiedente invia la domanda di liquidazione. L’assegno ha un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili per un periodo di 12 mensilità, senza rivalutazione inflazionistica.
Importi, limiti di reddito e incompatibilità
L’indennità è incompatibile con qualsiasi reddito da lavoro dipendente o autonomo svolto durante il periodo di percezione. Come eccezione, è ammessa un’attività di lavoro autonomo occasionale entro il limite di 5.000 euro lordi annui. Superata questa soglia, l’assegno viene sospeso e le somme percepite vengono recuperate dall’Inps.
I limiti reddituali sono calcolati al lordo di imposte e contributi, includendo anche i guadagni dell’anno precedente alla decorrenza dell’assegno. In caso di violazione, l’Inps provvede al recupero, con interessi legali, entro cinque giorni dalla segnalazione.
Infine, il bilancio destinato all’Ape Sociale ammonta a 110 milioni di euro fino, come previsto dal decreto fiscale 155/2024. La permanenza della misura oltre il 2026 dipenderà dalle future deliberazioni di bilancio.



