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Consiglio di Tramutola vota all’unanimità l’uscita dal Parco Appennino

Il consiglio di Tramutola ha approvato all’unanimità la richiesta di uscire dal Parco nazionale, riaccendendo il confronto sulla gestione del territorio.

Consiglio di Tramutola vota all’unanimità l’uscita dal Parco Appennino

Il Consiglio comunale di Tramutola ha deliberato, nella sua ultima seduta, di avviare una pratica per uscire dal Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. La proposta, promossa dal sindaco Luigi Marotta è stata accolta con otto voti favorevoli, tutti dei presenti, su un totale di dodici consigliere. L’adozione di tale indirizzo rappresenta un primo passo istituzionale che, per la sua portata, non può passare inosservato né per la storia del Parco né per le dinamiche di sviluppo locali.

La decisione si inserisce in un contesto di crescente tensione tra le necessità di tutela ambientale e le aspirazioni di crescita economica delle comunità interne al perimetro protetto. L’intera Val d’Agri si trova ora a dover valutare le implicazioni di una possibile revisione dei confini, con il timore di creare precedenti che altri comuni potrebbero voler seguire. Il voto unanime dei presenti ha rafforzato il messaggio del governo locale, pur in presenza di cinque consiglieri assenti al dibattito.

Il consiglio comunale di Tramutola approva la richiesta di uscita dal parco

Durante la riunione, sette consiglieri hanno espresso il proprio sostegno alla mozione, affiancati dal sindaco. L’assenza dei cinque colleghi non ha impedito il raggiungimento del consenso unanime tra chi era presente. Il provvedimento prevede esplicitamente l’avvio delle procedure per la riperimetrazione del parco, con la finalità di escludere il territorio comunale di Tramutola dall’area protetta. Il verbale della seduta sottolinea che la decisione è stata presa “con piena consapevolezza delle conseguenze istituzionali e normative”, senza però entrare nei dettagli delle motivazioni politiche o tecniche che hanno spinto la municipalità a questa scelta.

Come è stato composto il voto

Il Consiglio è composto da dodici membri; nella sessione odierna hanno partecipato otto, tutti favorevoli. Questa dinamica di voto è stata descritta come un segnale di unità interna, ma allo stesso tempo ha sollevato interrogativi sulla rappresentatività dell’intera assemblea, dato il numero di assenti. Il fatto che il sindaco abbia guidato la proposta ha conferito maggior peso politico al provvedimento, facendo emergere un quadro in cui la leadership locale sembra determinata a perseguire un’agenda di autonomia territoriale rispetto alle restrizioni imposte dal Parco nazionale.

Il precedente di Ottati e le implicazioni per la Val d’Agri

Il Comune di Tramutola fa riferimento a un caso simile avvenuto nel 2015 a Ottati anch’esso inserito in un parco nazionale – il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni. In quell’occasione, il consiglio comunale di Ottati, con voto all’unanimità dei presenti, aveva già espresso l’intenzione di richiedere la rimozione dal perimetro protetto. Tale antecedente è citato come “premessa giuridica” per sostenere la fattibilità della richiesta di Tramutola, suggerendo che le autorità competenti dovranno valutare la proposta alla luce di precedenti simili e delle procedure legislative vigenti.

Reazioni sui social e prospettive future

La notizia si è rapidamente diffusa sui canali social, accendendo una serie di commenti che spaziano dalla preoccupazione per la perdita di tutela ambientale alle ipotesi di motivazioni politiche non ancora confermate. Alcuni cittadini hanno espresso timore che l’uscita dal parco possa compromettere gli habitat protetti, mentre altri hanno sottolineato la possibilità di una maggiore libertà di sviluppo economico e urbanistico per Tramutola. Il sindaco Luigi Marotta, al momento, non ha fornito dichiarazioni ufficiali, lasciando aperta la domanda su quali siano gli obiettivi concreti dietro la richiesta e quali criticità siano state individuate dal Comune.

Il percorso amministrativo successivo prevederà l’inoltro della domanda agli organi competenti, probabilmente al Parco nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese e agli enti regionali preposti alla gestione del territorio. Sarà fondamentale monitorare le risposte istituzionali, dato che una eventuale modifica dei confini richiederà l’adozione di atti normativi specifici e una valutazione degli impatti ambientali. Nel frattempo, la Val d’Agri si trova al centro di un acceso dibattito su come equilibrare tutela e sviluppo, con Tramutola che si pone come protagonista di una rivisitazione delle relazioni tra comuni e aree protette.

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