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Chiusa la storia dei tennis court: problemi di gestione e sfratti in Sud Italia

Le strutture tennistiche di Potenza, Sulmona e Montarello sono al centro di controversie amministrative, chiusure prolungate e demolizioni, lasciando giovani e associazioni senza spazi di gioco.

Chiusa la storia dei tennis court: problemi di gestione e sfratti in Sud Italia

Negli ultimi due anni, la mancanza di una gestione efficace ha trasformato diversi campi da tennis in luoghi dimenticati o addirittura soggetti a demolizione. A Potenza, i campi di Rione Lucania rimangono chiusi senza alcun bando di affidamento; a Sulmona, la Regione Abruzzo ha fissato il 29 settembre come data ultima per la riconsegna delle chiavi al Tennis Club; infine, a Montarello, il campo 1 è stato smantellato per irregolarità edilizie e rischi ambientali. Il risultato è un vuoto che penalizza giovani, famiglie e associazioni sportive.

Chiusura prolungata dei campi da tennis di Rione Lucania (Potenza)

Il consigliere del Centro Sportivo Italiano (CSI) a Potenza, Giuseppe Berillo ha denunciato l’immobilismo dell’Amministrazione comunale nella gestione degli impianti sportivi. I campi di Rione Lucania, situati vicino alla palestra Caizzo, rappresentano una struttura storica che per decenni ha ospitato tornei della Federazione Italiana Tennis. Dopo la scadenza dell’ultima concessione, circa due anni fa, i campi sono rimasti inattivi, senza che siano state pubblicate nuove gare d’appalto. Berillo ha chiesto al Sindaco e all’Assessore allo Sport di spiegare l’assenza di un nuovo bando e di fornire un cronoprogramma di riapertura.

Conseguenze sul territorio

Il rifiuto di riattivare i campi incide su quartieri come Rione Lucania e Betlemme, dove la mancanza di spazi sportivi limita l’accesso a attività salutari e a opportunità di socializzazione per i giovani. In un periodo in cui il tennis sta guadagnando popolarità a livello nazionale, la chiusura locale si traduce in un “paradosso” che ferma l’entusiasmo di nuovi tennisti. Berillo ha sottolineato che le promesse generiche non bastano: occorrono atti concreti, risorse finanziarie e un programma verificabile per garantire la riapertura.

La Regione Abruzzo impone lo sfratto al Tennis Club di Sulmona

Il 18 settembre, la Giunta regionale ha ordinato al Tennis Club Sulmona di restituire le chiavi del complesso sportivo “A. Trinchini” entro il 29 settembre. La misura riapre una vicenda iniziata nel 2020, quando la Regione e il club avevano firmato un accordo per sanare un debito di 50 000 euro fuori bilancio e ipotizzare una nuova concessione pluriennale. Ora, la decisione di revocare il possesso lascia in incertezza circa 400 atleti che frequentano la struttura. Un incontro previsto prima della scadenza, con la presenza del legale del club, dovrebbe definire i termini di una possibile soluzione.

Reazioni politiche

L’ex candidato a sindaco di Sulmona, Alberto Di Giandomenico ha invitato le autorità regionali e i consiglieri a intervenire concretamente per evitare che l’intera comunità sportiva resti senza una sede. Il caso dimostra come le decisioni amministrative possano influire direttamente sull’offerta sportiva di un territorio, mettendo a rischio la continuità di un’attività che conta su strutture pubbliche.

Demolizione del campo da tennis di Montarello: abuso edilizio e pericolo ambientale

Il campo 1 del circolo tennis Montarello è stato smantellato dopo anni di dispute legali, ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato. L’opera, inaugurata nel 2008 su terreno demaniale, è stata costruita senza permesso edilizio e con pendii a rischio di esondazione dal torrente Marroggia. Le autorità comunali hanno emesso più ordinanze di demolizione, confermate infine dalla magistratura. Con la rimozione del campo, la struttura del circolo è ridotta a due campi, costringendo circa 200 bambini e adulti a trasferirsi al centro sportivo Calisto di Castel Ritaldi.

Impatto sulla comunità locale

La chiusura del campo ha eliminato anche il bocciodromo adiacente e il centro sociale che ospitava la società del ruzzolone. L’esodo di giovani tennisti e la perdita di una sede storica hanno ridotto le opportunità di aggregazione nel territorio di Montarello, evidenziando quanto la mancanza di rispetto per le normative di sicurezza e urbanistiche possa avere conseguenze sociali dure e durature.

Il futuro dei campi da tennis dipenderà da una risposta rapida e coordinata tra amministrazioni locali, regionali e associazioni sportive, affinché gli spazi di gioco tornino a essere luoghi di salute, educazione e socialità.

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