Il colpo è avvenuto nella serata del 18 settembre 2026, all’interno di una gioielleria situata nel centro commerciale di Melfi. Tre individui, con il volto coperto, hanno forzato l’ingresso impugnando delle mazze e hanno frantumato i vetri dell’esercizio, creando il caos necessario per sottrarre gli oggetti di valore.
Secondo le prime ricostruzioni, nessun cliente né dipendente è rimasto ferito durante l’azione, ma il danno materiale risulta significativo. I militari delle forze dell’ordine, Carabinieri e Polizia sono giunti sul posto in pochi minuti, avviando le procedure di controllo della scena e raccogliendo le prime testimonianze.
La dinamica dell’assalto e l’impiego dei chiodi tricuspide
I rapinatori, dopo aver compiuto il furto, sono scappati a bordo di un’utilitaria. Durante la fuga hanno gettato sull’asfalto dei chiodi tricuspide ovvero dispositivi a tre punte, con l’obiettivo di perforare eventuali pneumatici delle forze dell’ordine e creare un ostacolo al loro inseguimento. Questa tattica, già riscontrata in precedenti fatti criminosi nella provincia di Potenza, indica una pianificazione studiata e una volontà di rendere più difficile qualsiasi pursuit da parte delle autorità.
Dettagli tecnici sui chiodi tricuspide
I chiodi utilizzati presentano una forma a tre punte, il che li rende particolarmente efficaci nel forare pneumatici in movimento. La loro distribuzione sulla strada è stata registrata sia dalle telecamere di vigilanza del centro commerciale sia dalle testimonianze oculari, permettendo così agli investigatori di ricostruire il percorso di fuga dei malviventi e di identificare il modello di veicolo impiegato.
Indagini e collegamenti con precedenti locali
Le autorità stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nel centro commerciale e nei negozi limitrofi, alla ricerca di volti riconoscibili o di eventuali indizi sul veicolo utilizzato. Parallelamente, sono in corso le verifiche per stimare il valore del bottino ancora non quantificato, poiché sarà necessario un inventario completo dei gioielli sottratti.
Un episodio simile era accaduto il 12 a Rapolla, sempre in provincia di Potenza, dove tre rapinatori avevano impiegato gli stessi chiodi tricuspide per ostacolare le forze dell’ordine. In quel caso, i Carabinieri della Compagnia di Melfi avevano dovuto interrompere un inseguimento a causa di pneumatici forati, indicando una possibile «firma» operativa di un gruppo criminale attivo nella zona.



