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Milton e Serafino della Salandra: il legame nascosto tra due opere del Seicento

Un saggio di Antonio Cecere e Igor Uboldi riapre il caso del possibile plagio di John Milton nei confronti del frate lucano Serafino della Salandra

Milton e Serafino della Salandra: il legame nascosto tra due opere del Seicento

Nel cuore del Seicento, due figure di spicco della letteratura europea, apparentemente distanti, si trovano unite da un intrigante mistero letterario. John Milton, il celebre poeta inglese autore del Paradise Lost e Padre Serafino della Salandra, un frate minore osservante lucano, sono i protagonisti di una storia che mescola teatro sacroBarocco e convergenze culturali.

Il saggio Il lato B del paradiso. John Milton e Padre Serafino della Salandra. Convergenze parallele del Barocco scritto da Antonio Cecere e Igor Uboldi e pubblicato da Rubbettino, esplora il possibile legame tra le opere dei due autori. Nel 1647, a Cosenza, Serafino della Salandra pubblica Adamo caduto una tragedia sacra che rappresenta la caduta dell’uomo in un contesto teatrale. Vent’anni dopo, a Londra, Milton pubblica il suo capolavoro, il Paradise Lost.

Un legame culturale tra due epoche

La domanda che ruota attorno a questo saggio è se Milton abbia tratto ispirazione dall’opera di Serafino della Salandra. Non è una domanda nuova: già nel 1832, l’erudito calabrese Francesco Zicari aveva sostenuto che Milton avesse ricavato dall’Adamo caduto l’ossatura del suo poema. Tuttavia, Cecere e Uboldi riprendono questa ipotesi da una prospettiva diversa.

Invece di concentrarsi su un possibile plagio, gli autori ricostruiscono il contesto culturale in cui entrambe le opere sono nate. Un’Europa lacerata dalle guerre di religione, un teatro sacro che moltiplica cori angelici e demoniaci, accademie che disputano all’infinito, la peste, la fame e poeti che cercano di spiegare il mondo intero in un verso. In questo campo condiviso, il puritano inglese e il francescano lucano non sono due punti agli antipodi, ma due esiti dello stesso Barocco.

Un incontro mai avvenuto

Milton e Serafino della Salandra non si sono mai incontrati, non esiste alcuna lettera o documento che provi un loro contatto diretto. Tuttavia, il saggio fa incontrare i due autori in un racconto che esplora le loro vite e le loro opere. Sullo sfondo, una Basilicata del Seicento lontana dagli stereotipi, dove accademie letterarie, dispute erudite e conventi in rapporto con Napoli e con l’Europa creano una rete di lettori e stampatori più fitta di quanto si immagini.

La presentazione del saggio a Salandra

Il volume sarà presentato in anteprima assoluta giovedì 10 settembre, alle ore 18:15, in piazza Marconi a Salandra (Matera), nell’ambito dello Storie Parallele Film Festival. La scelta della sede non è casuale: Salandra è il paese in cui Serafino nacque nel 1595 e in cui il suo nome è rimasto per quattro secoli poco più che un’intitolazione.

La presentazione è organizzata in collaborazione con il Comune di Salandra e il Fondo Ambiente Italiano – Delegazione di Matera con il supporto del Gruppo di Ferrandina. Questo evento rappresenta un’opportunità unica per esplorare il legame tra due figure letterarie di grande rilievo e per scoprire le convergenze parallele del Barocco che le uniscono.

Il saggio di Cecere e Uboldi non si limita a riaprire il caso del possibile plagio, ma offre una riflessione più ampia sul concetto di originalità in un’epoca in cui le immagini e le idee erano condivise e circolavano tra diverse culture e contesti. Un viaggio affascinante attraverso il Seicento, che ci invita a riscoprire le connessioni nascoste tra due grandi opere della letteratura europea.

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