Livio Berruti, l’atleta che ha conquistato il mondo con la sua eleganza e velocità, ha un legame speciale con Formia che va oltre il semplice contesto sportivo. Questo legame, che ha resistito al tempo, è fatto di ricordi, amicizie e momenti indimenticabili che hanno plasmato la sua carriera e la sua vita.
Arrivato a Formia nel 1956 per frequentare la Scuola Nazionale di Atletica Leggera Berruti ha trovato nella città tirrenica non solo un luogo di allenamento, ma anche una seconda casa. Qui ha costruito le basi della sua carriera, fino a diventare campione olimpico dei 200 metri a Roma nel 1960.
Il ritorno a scuola: un incontro emozionante
Nel maggio 2019, Livio Berruti è tornato al Liceo Classico Vitruvio Pollione dove aveva conseguito la maturità nel 1958. L’incontro, organizzato nell’ambito delle celebrazioni per il 90° anniversario dell’istituto, ha visto la partecipazione di studenti, docenti e vecchi compagni di classe. Pasquale Gionta, ex preside del liceo, ha ricordato quell’occasione come uno dei momenti più significativi della storia recente dell’istituto.
“Quella giornata rappresentò molto più di una semplice celebrazione”, ha raccontato Gionta. “L’esperienza agonistica e di vita di Livio Berruti brillava come testimonianza esemplare e ammaestramento per i nostri giovani. E soprattutto c’era l’uomo, oltre al campione, di umanità, non solo di agonismo, che, nonostante la fama mondiale, aveva conservato uno spirito amabile e cordiale e un temperamento generoso e solidale.”
L’amicizia nata sulla pista
Elio Papponetti, storico giornalista e figura centrale nella storia dell’atletica formiana, ha conosciuto Berruti agli inizi della sua carriera giornalistica. La loro amicizia, nata proprio sul campo, è rimasta immutata nel tempo. “Livio è stato, oltre che un grande atleta e un grande campione, soprattutto un amico sincero”, ha raccontato Elio. “Intelligenza, ironia, disponibilità e una battuta sempre pronta.”
Papponetti ricorda ancora con emozione la vittoria olimpica di Berruti a Roma. “Ancora ricordo come se fosse ieri la vittoria olimpica di Roma”, ha detto. “La cosa che lo colpì maggiormente fu proprio ciò che avrebbe accompagnato Berruti per tutta la sua carriera: la facilità e l’eleganza della corsa, sembrava non fare fatica. Non a caso sarebbe diventato per tutti ‘l’angelo’, per quella capacità di esprimere Potenza attraverso una corsa apparentemente naturale. Ma dietro quella leggerezza c’era il lavoro.”
La ‘Nasa dello sport’ e il suo contributo
Nicola Candeloro, per decenni uno dei protagonisti della vita del Centro di Preparazione Olimpica ha ricordato Berruti come un atleta che ha saputo trasformare il talento in disciplina e metodo. “Formia è una vera scuola di vita”, ha osservato Candeloro. “Qui Berruti ha imparato a conoscere il proprio corpo, a perfezionare la tecnica, a costruire disciplina e metodo. È il risultato di un percorso, il talento, da solo, non basta per diventare campioni.”
Oggi, l’Angelo della Velocità non corre più, ma la sua immagine continua a guardare gli atleti che si allenano al Centro di Preparazione Olimpica, un luogo che è stato definito una vera ‘Nasa dello sport’. Fabio Rimedio, l’attuale direttore del Centro, ha ricordato Berruti come una delle figure più rappresentative dello sport italiano. “Il suo oro alle Olimpiadi è stato incredibile”, ha detto Rimedio. “Il Centro ha voluto rendergli omaggio, inserendo una delle sue fotografie più conosciute nella galleria dei campioni che hanno reso grande l’Italia sportiva.”
Il legame tra Livio Berruti e Formia è un esempio di come lo sport possa creare connessioni profonde e durature. Una storia di amicizia, disciplina e successo che continua a ispirare le nuove generazioni di atleti.



