Il progetto LucAS (Lucania Ambiente e Salute) ha presentato ieri i primi risultati della sua fase pilota dedicata all’epidemiologia geografica. L’incontro, tenutosi presso la Cappella dei Celestini a Potenza, ha riunito esperti e istituzioni per discutere l’impatto ambientale sulla salute della popolazione lucana.
La Basilicata, con le sue sfide ambientali e la sua biodiversità è al centro di questo studio che mira a comprendere meglio la relazione tra territorio e benessere dei cittadini. I dati raccolti rappresentano una bussola per le future politiche di salute pubblica.
Le parole chiave del progetto: Lucania, Ambiente, Salute
Canio Santarsiero, Direttore Generale del Dipartimento Ambiente, Energia e Tutela del Territorio della Regione Basilicata, ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di questo progetto. “Lucania. Ambiente. Salute“, ha dichiarato, “non sono concetti astratti ma parole che definiscono l’anima del nostro territorio e la nostra responsabilità verso di esso.”
Santarsiero ha ribadito che la verità è fondamentale per lo sviluppo sostenibile. “Non possiamo progredire senza conoscere lo stato della nostra terra e della nostra gente“, ha affermato, evidenziando come i dati di LucAS siano essenziali per tracciare un futuro migliore.
Metodologia e partecipazione pubblica
Michele Busciolano, Responsabile Esecutivo del Progetto LucAS, ha spiegato che la Regione ha investito non solo economicamente, ma anche tecnicamente, coinvolgendo le migliori esperienze locali in ambito ambientale e sanitario. “Il parterre di scienziati che abbiamo riunito è un segno della serietà del nostro impegno”, ha dichiarato.
Rosa Anna Cifarelli, Responsabile Scientifica del Progetto, ha evidenziato l’importanza della partecipazione pubblica nella definizione dei quesiti di ricerca. “Abbiamo scelto di condividere i nostri quesiti con la popolazione“, ha spiegato, “perché crediamo che il coinvolgimento dei territori sia fondamentale per risultati significativi.”
I dati preliminari e le aree critiche
Il Professor Annibale Biggeri dell’Università di Padova ha presentato i risultati della prima fase del progetto, che include un aggiornamento del profilo di mortalità dal 2015 al 2026 per alcune aree critiche della Regione. “Questi dati“, ha affermato Biggeri, “ci pongono di fronte a interrogativi importanti e forniscono spunti di riflessione per future scelte di sanità pubblica.”
Cifarelli ha aggiunto che in alcune aree della Regione sarebbe opportuno porre maggiore attenzione, valutando anche l’attivazione di una sorveglianza attiva mentre continuano gli studi di ricerca.
Esperti internazionali e dibattito aperto
Durante l’incontro, Marco Martuzzi, epidemiologo esperto nell’impatto dei fattori ambientali sulla salute umana e Visiting Professor presso la School of Public Health dell’Imperial College, ha tenuto una lettura magistrale sulla metodologia e la comunicazione nella definizione dei profili di salute nelle aree a rischio.
Il Professor Giovanni Ferrarese dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo CNR ha offerto una panoramica storica del territorio lucano, mentre la Dottoressa Giada Minelli e il Dottor Valerio Manno del Servizio di Statistica dell’Istituto Superiore di Sanità hanno presentato i dati demografici, sociali e sanitari regionali.
L’incontro si è concluso con un dibattito aperto coordinato da Cifarelli e dal Professor Enzo Alliegro dell’Università Federico II di Napoli, che ha favorito un approccio partecipativo e trasparente verso i cittadini e le comunità locali.



