La Casa Domotica di via Mallet a Potenza, simbolo di inclusione sociale per le persone con disabilità, è finalmente tornata disponibile dopo 1.266 giorni di occupazione abusiva. Ora, però, la sfida è far sì che questa struttura diventi operativa nel più breve tempo possibile.
Il consigliere regionale Marrese ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale per fare chiarezza sul futuro della struttura, nata nell’ambito del progetto Dopo di Noi previsto dalla Legge 112 del 2016.
La storia della Casa Domotica e il suo valore sociale
La Casa Domotica è stata realizzata da Ater Potenza su richiesta dei servizi sociali comunali e fortemente voluta dall’Associazione Dopo di Noi di Potenza. L’obiettivo era offrire un modello innovativo di autonomia abitativa e inclusione sociale per le persone con disabilità e le loro famiglie.
Dopo la liberazione dall’occupazione abusiva, la struttura è stata restituita all’Ater. Ora, però, è necessario evitare che resti inutilizzata o esposta a nuove occupazioni. Per questo, Marrese ha chiesto alla Giunta regionale di chiarire i tempi per la cessione del sito e l’affidamento della gestione.
Le richieste del consigliere Marrese
Marrese ha posto diverse domande alla Giunta regionale. Innanzitutto, ha chiesto di conoscere i tempi previsti per la cessione del sito domotico, già richiesta dal Comune di Potenza fin dal 2011. Inoltre, ha chiesto di sapere quali risorse finanziarie la Regione Basilicata intenda destinare per il ripristino degli spazi e delle attrezzature eventualmente danneggiate.
Un altro punto cruciale riguarda la destinazione d’uso dell’immobile. È fondamentale sapere se la Regione intenda confermare la missione originaria della Casa Domotica e quali servizi saranno attivati a favore delle persone con disabilità.
Infine, Marrese ha chiesto se la Giunta regionale intenda avviare un confronto con l’Associazione Dopo di Noi di Potenza e con le famiglie interessate per costruire un modello gestionale partecipato.
Il ruolo del Comune e della Regione
Il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca ha sottolineato l’importanza della liberazione della struttura, definendola una vittoria per la legalità. Ora, però, è necessario che la Regione Basilicata metta a disposizione le risorse necessarie per avviare le procedure di affidamento e garantire la piena operatività della struttura.
La Casa Domotica rappresenta un presidio strategico per le politiche di inclusione della regione. Dopo anni di attesa, le famiglie e le associazioni meritano risposte certe. Occorre fare in modo che questa struttura diventi finalmente quel luogo di autonomiainclusione e sostegno immaginato dai promotori del progetto.
Il Dopo di Noi non può restare solo un principio enunciato, ma deve trasformarsi in una concreta opportunità di vita per le persone con disabilità e per le loro famiglie.



